La requisitoria di Sgarbi contro la città dei Papi e i suoi amministratori

Caro Vittorio, criticare è legittimo e doveroso, ma Viterbo – ci dispiace per te – non è né rozza né plebea

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VITERBO – C’è del vero, ahinoi, ma anche qualche esagerazione nella requisitoria pronunciata da Sgarbi sul modo in cui viene amministrata la “triste” Viterbo, declassata a “città rozza e plebea, gestita come fosse un piccolo paesino” a fronte di tutte le bellezze che potrebbe esibire e che invece non sono pronte a sostenere l’ esame dell’ occhio esigente del turista, intanto perché – ma non è certo solo per questo – “illuminate male”.

È talmente sferzante e totalizzante il giudizio del politico, critico d’arte e primo cittadino di Sutri, che – da autentico fustigatore – Vittorio Sgarbi arriva a escludere Viterbo dal progetto di “rete museale della sottoregione Tuscia”, un paradiso in cui la città dei Papi non avrebbe i titoli per entrare. E questo – pensiamo noi – è veramente troppo. Come cancellare con un tratto di penna le meraviglie della nostra città? Come trattarla come il fanalino di coda dell’ attrazione? Sgarbi lo conosciamo: mente fervida e grande cultura, ma ha la consuetudine di fare di ogni erba un fascio e di alzare i toni.

Insomma, caro Vittorio, è sacrosanto strigliare la sonnolenta classe politica viterbese, le sue omissioni e la sua miopia, ma Viterbo – che sia chiaro – non è certo all’anno zero. Solo che andrebbe curata e innaffiata come un bel fiore e questo non viene certamente fatto. Dunque che la mazzata di Sgarbi serva come stimolo a cambiare marcia, ma non deprima i viterbesi e i loro amministratori.

Pungente e severissimo nei giudizi il poliedrico sindaco di Sutri, ma si ricordi che lui non è la Bibbia: alcune sue critiche sono motivate e da valutare sì, ma non bastano a demolire con un colpo solo una città d’arte tra le più apprezzate del paese. Troppo facile il pollice verso su Viterbo: meglio, allora, indicare e proporre una serie di interventi che siano necessari per la cura e il rinvigorimento della bellezza della nostra città.

Criticare sì, distruggere no. Nemmeno Sgarbi ci riuscirà. Ma svegliamoci e finiamola con le risse politiche che destabilizzano periodicamente la maggioranza a Palazzo dei Priori, impedendole di governare come si deve.

Il direttore Giovanni Masotti

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