Carolina Morace, ex allenatrice della Viterbese: amo una donna e l’ho sposata due volte

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Fonte: La Repubblica

Nel 1999 fece scalpore perchè fu la prima donna ad allenare una squadra di calcio maschile: la Viterbese di Gaucci.

Allora anche la rivista Time le dedico un ampio servizio, paragonando  Carolina “per il calcio femminile a quello che ha rappresentato Michael Jordan nel basket.”

Ora Carolina Morace torna, prepotentemente, a far parlare di sè, con il coming out al Corriere della Sera: “Amo una donna e l’ho sposata due volte”.

In una lunga intervista, la ex calciatrice e allenatrice, in vista dell’uscita del libro-confessione “Fuori dagli schemi“, si racconta e racconta il suo amore per Nicola Jane Williams.

La scelta?

L’ho fatto naturalmente per loro, per le più giovani, ma l’ho fatto anche per molte mie amiche quarantenni o cinquantenni che ancora non trovano il coraggio di raccontarsi“.

Omofobia?

Il mondo del calcio è pieno di giudizi e di omofobia. Non biasimo chi non fa coming out. Per molti uomini il non farlo è una forma di protezione. Credo che sia giusto farlo quando si è pronti, quando si è sicuri di poter togliere la maschera e non rimetterla più“.

La proposta di matrimonio?

La proposta gliel’ho fatta nel giorno del mio quarantottesimo compleanno. Avevo comprato gli anelli, avevo ripassato per ore la frase ‘vuoi sposarmi?’. Sono una donna tradizionale, sì, anche in questo caso sono rimasta me stessa. E credere che prima nella mia vita non avevo mai pensato al matrimonio. Ci siamo sposate una prima volta a Bristol, sul piroscafo SS Great Britain e poi in Australia“.

Avere un figlio?

Sì, lo desideriamo. Lei ha già una figlia ed è una bravissima madre, mi commuovo nel vederla parlare così intensamente con la sua bambina, nel notare il tempo che le dedica e il modo con cui sta seguendo la sua crescita.

Non sarà facile per noi, specie in questo periodo in cui spostarsi per il mondo è complicato a causa della pandemia.

So già che dovremo avere pazienza, sia per questo che per tutte le difficoltà che incontreremo. Se mi sento di poterlo fare?

Nicola mi ha liberato anche di questo timore. In realtà, quando avevo trentanove anni — e lo racconto nel libro — ho provato a diventare madre. Ero una donna single e determinata ma i figli non arrivarono e così smisi di accanirmi.

Dovevo solo aspettare. E con mia moglie oggi mi sento nel momento giusto“.

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