“Cartoline” da Viterbo: la colonna di Ser Monaldo

Era utilizzata anche per le esecuzioni capitali.

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Seminascosta all’ombra di un secolare cedro del Libano, dietro al monumento al paracadutista, in piazza dei Caduti, si erge tozza e schiva la colonna in peperino di Ser Monaldo. L’ho scoperta passeggiando con due cari amici – dei quali uno viterbese doc – che non ne conoscevano l’esistenza.

Dal cartello di informazioni turistiche che la correda si apprende che originariamente era collocata nella valle di Faul. Era nota come Colonna dei Falliti e dei Traditori, i quali vi venivano legati per essere esposti alla pubblica gogna.

Era utilizzata anche per le esecuzioni capitali. Sul capitello è incisa l’iscrizione “MEMORIALE DOMINI MONALDI”, per ricordare l’esecuzione – avvenuta il 23 dicembre 1456 – di ser Monaldo de’ Monaldeschi, condannato a morte per l’assassinio di Guglielmo Gatti, esponente della potente famiglia guelfa che tante pagine importanti ha scritto della storia viterbese.

Un cronista dell’epoca commenta: «e così alla illustre famiglia dei Monaldeschi è rimasto un monumento di potenza, rappresentato dalla bellissima Torre del Comune ed un segnacolo di obbrobrio, la colonna di Faulle».

La colonna infame di ser Monaldo e la svettante torre civica della città si fronteggiano immobili da lontano. Forse si parlano, forse riflettono con doloroso sconforto sulla crudele imprevedibilità della vita che a suo piacimento innalza e sprofonda in alterna vicenda.

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