Casa dello Studente, potevano uscire in 60 ma alcuni hanno scelto di restare

Intanto la situazione è sotto controllo, come testimonia Enrico, un residente dello studentato: "Siamo piuttosto tranquilli e consapevoli della situazione"

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Si allenta la “stretta” sui ragazzi dell’Unitus residenti nella casa dello studente Cardarelli.

Nella giornata di ieri a 60 ragazzi è stata data la possibilità di tornare a casa dopo il monitoraggio delle loro condizioni di salute. I papabili sono tutti ragazzi che non hanno avuto diretti contatti con la studente georgiana contagiata e le cui condizioni di salute, monitorate e sotto osservazioni, sono risultate stabili e prive di sintomi.

casa dello studenteIn molti hanno però deciso di rimanere in isolamento presso il complesso del Cardarelli.

“La scelta di questi ragazzi è dovuta alla mancanza di possibilità di avere una quarantena adeguata presso le loro dimore, per non essere di peso ai genitori o per tutelare eventuali parenti anziani e quindi particolarmente a rischio” – si evince da quanto riportatoci da Enrico, uno dei ragazzi della casa dello studente.

Complesso risulta il discorso dei tamponi e degli accertamenti del contagio:

“Il tampone, da quanto abbiamo capito, non darebbe un risultato certo al 100% se non fino a quando la persona presenta sintomi anche di una normalissima influenza. Quindi è necessaria prima la presenza di alcuni sintomi per avere un tampone affidabile. Sono stati fatti tamponi alle persone che con più probabilità sono entrate in contatto con la ragazza risultata positiva ed oggi ci saranno gli esiti –  per poi proseguire – va mantenuta la massima calma e dobbiamo aiutare chi ci aiuta. La situazione è particolare ma va presa nel modo giusto, senza panico e senza psicosi. Stiamo cercando di rimanere calmi e di tranquillizzare le persone. Siamo piuttosto tranquilli e consapevoli della situazione”.

Fortunatamente, però, nonostante l’isolamento i ragazzi non sono “soli”:

“Siamo in continuo contatto sia con il rettore che ci sta supportando in tutti i modi, che con l’Asl e le altre autorità competenti. Abbiamo ricevuto anche l’attenzione e la vicinanza di molti docenti e delle associazioni studentesche. Quindi, nonostante l’isolamento, non ci sentiamo abbandonati”.

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