Cascina esplosa ad Alessandria, come possono i soldi valere delle vite umane?

Dietro la tragedia di Quargnento, c'è una tentata frode all'assicurazione, per la quale i carabinieri hanno fermato la scorsa notte Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina esplosa, in cui sono morti tre vigili del fuoco

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Dove può arrivare la bassezza umana e la voglia di denaro? Anche a provocare la morte di innocenti vite umane? Sì, purtroppo!

Dietro la tragedia di Quargnento, c’è una tentata frode all’assicurazione, per la quale i carabinieri hanno fermato la scorsa notte Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina esplosa, in cui sono morti tre vigili del fuoco. L’uomo fermato ha confessato, dopo una notte che era stato dato l’estremo saluto ai vigili del fuoco; anche la moglie è indagata. Una notte di domande, di tormenti interiori, forse di rimorsi. Dieci ore di interrogatorio e poi la confessione piena ed esaustiva. Forse una liberazione.
Giovanni Vincenti avrebbe potuto evitare la tragedia, ma non l’ha fatto, forse per paura di essere scoperto. Non ha seguito la voce della sua coscienza, informando che ci sarebbero state a breve altre esplosioni. Ha avuto mezz’ora di tempo per farlo!

Forse non voleva uccidere nessuno, ma di sicuro avrebbe potuto evitare la morte dei tre vigili del fuoco: era stato infatti informato da un carabiniere che il primo incendio era quasi domato, ma non ha riferito a nessuno che, all’interno della casa, c’erano altre cinque bombole che continuavano a far fuoriuscire gas.

Non sapeva come fare per risolvere i suoi problemi economici.

Era strozzato dai debiti e così Giovanni Vincenti ha messo in atto il piano per ottenere il premio di un’assicurazione sulla cascina, stipulata nell’agosto scorso.
L’assicurazione dell’edificio era stata estesa al fatto doloso. Il massimale era di un milione e mezzo di euro.
Un milione e mezzo di euro non valgono quanto una, due, tre vite umane di giovani onesti e dediti al lavoro.
Chissà se la coscienza, un giorno, presenterà il conto all’autore di questo gesto infame.

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