Caso Arcuri: regge la testimonianza della nonna

Sono passati quasi tre mesi dalla morte di Maria Sestina Arcuri, la ragazza morta in seguito a una caduta dalle scale, a Ronciglione. E ancora rimane da chiarire se sia stato il fidanzato a spingerla o si tratti di un tragico incidente.

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Sono passati quasi tre mesi dalla morte di Maria Sestina Arcuri, la ragazza morta in seguito a una caduta dalle scale, a Ronciglione. E ancora rimane da chiarire se sia stato il fidanzato, Andrea Landolfi, a spingerla o si tratti di un tragico incidente. Fino a questo momento, la posizione del 30enne con la passione per il pugilato, non si è aggravata testimonianza dopo testimonianza. Tutto dovuto a chi, in anonimato, ha parlato di un carattere violento e una tendenza all’abuso di alcool.

A Ronciglione, i due fidanzati, avevano intenzione di passare un fine settimana dalla nonna di Andrea Landolfi e lontani dal traffico di Roma dove i due convivevano. A quanto dichiarato dal ragazzo la serata sarebbe stata scandita da una scenata di gelosia di Maria Sestina Arcuri in un pub, continuata in cima alle scale di casa, dove la ragazza originaria calabrese sarebbe precipitata trascinando con sè il fidanzato.

Una caduta che non avrebbe causato conseguenze immediate portando al decesso della 25enne solamente alle prime ore del mattino dopo una disperata corsa in ambulanza. Da chiarire la veridicità delle dichiarazioni del 30enne, al momento, unico indagato. Gli inquirenti, infatti, ne hanno chiesto l’arresto soprattutto dopo l’autopsia che avrebbe confermato una precipitazione dall’alto.

Si continua comunque a parlare del caso Arcuri anche dopo il ricorso del Pm Franco Pacifici. Ma il gip Francesco Rigato, con 65 pagine, spiegherebbe l’assenza di gravi indizi di colpevolezza ai danni di Landolfi. Le intercettazioni ambientali e telefoniche, le testimonianze di conoscenti e parenti della coppia sarebbero, per ora, non sufficienti a scavalcare la convinzione della nonna del ragazzo che, presente al momento dell’accaduto, sostiene sia avvenuto tutto accidentalmente.

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