Scandalo Bibbiano, la procura di Reggio Emilia rinvia a giudizio 24 imputati il prossimo 30 ottobre. Più di cento i capi d'imputazione

Caso Bibbiano: 24 persone a processo il prossimo 30 ottobre

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Caso Bibbiano, la successione degli eventi

Il comune di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, è al centro di una grossa indagine che dal 2018 lo vede protagonista della cronaca italiana, la quale avrebbe portato alla luce una rete illecita nella gestione degli affidi di minori

Tutto inizia con innumerevoli denunce da parte degli assistenti sociali a famiglie che sarebbero state colpevoli di maltrattamenti dei figli. Gli investigatori hanno approfondito la questione portando alla luce la volontà di psicologi e assistenti sociali di lucrare sull’affidamento dei bambini: Gli assistenti sociali li avrebbero manipolati mentalmente ed affidati ad altre famiglie sotto compenso economico, gli psicologi avrebbero guadagnato dalle sedute di terapia.

       

Caso Bibbiano: la politica sotto accusa

Al centro dello scandalo si trova l’allora sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti (Partito Democratico), indagato per concorso in abuso d’ufficio per aver “omesso di effettuare una procedura a evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di psicoterapia che aveva un importo superiore a 40mila euro”.

Le indagini sono state coordinate dalla pm Valentina Salvi e dal procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini. Per il procuratore, al sindaco viene contestato di “aver violato le norme sull’affidamento dei locali dove si svolgevano le sedute terapeutiche, ma non di essere coinvolto nei crimini contro i minori”.

L’inchiesta “Angeli e demoni” vede protagonisti, oltre al sindaco, Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali dell’ Unione comunale, il suo braccio destro Francesco Monopoli, la psicoterapeuta Nadia Bolognini e il marito Claudio Foti della Onlus “Hansel e Gretel”.

Alle accuse nei confronti di Carletti si sono affiancate quelle per l’ex sindaco di Montecchio Emilia Paolo Colli, anch’esso del Partito Democratico, ex presidente della Val d’Enza.

108 capi d’imputazione

Oltre cento capi di imputazione tra cui, a vario titolo: peculato d’uso, abuso d’ufficio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia attraverso l’inganno, depistaggio, rivelazioni di segreto in procedimento penale, falso ideologico in atto pubblico, maltrattamenti in famiglia , violenza privata, lesioni dolose gravissime, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche;

In particolare Claudio Foti risponde anche di frode processuale : avrebbe convinto una minore di essere stata abusata dal padre e dal suo socio. Una testimonianza indotta che ha portato la minorenne a non voler più incontrare il padre, finendo poi per far decadere la potestà genitoriale

155 testimoni citati dall’accusa , 48 parti offese tra cui l’Unione dei Comuni Val d’Enza, i comuni di Gattatico e Montecchio, il Ministero della Giustizia e la regione Emilia-Romagna.

Il centrodestra attacca il PD

La notizia delle 24 richieste di rinvio a giudizio ha scatenato l’attacco di Matteo Salvini, leader della Lega, che afferma: “Su Bibbiano attendiamo le sentenze, come è giusto che sia, ma dal PD e dintorni dovrebbero farsi un esame di coscienza per l’arroganza e la superficialità con cui hanno liquidato il dolore di troppe famiglie”.

Giorgia Meloni, FdI, rincara: “La nostra battaglia per chiedere verità e giustizia non era campata in aria. La sinistra ha tentato in tutti i modi di minimizzare e insabbiare lo scandalo Bibbiano”. Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia, chiede che “Le responsabilità siano accertate una a una, perché così deve agire uno Stato di diritto, di fronte a vicende che hanno distrutto intere famiglie”.

Di Andrea Ena

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