Caso bilancio provinciale, Marini: “La politica ha bisogno di esempi positivi, non di forzature!”

Il capogruppo Fi in Comune e candidato a consigliere provinciale interviene sull'approvazione, in odore di irregolarità, del documento

177

Blindare il bilancio dei prossimi 3 anni! Evidente l’obiettivo che il presidente Nocchi e il consiglio provinciale a trazione centrosinistra – assemblea in scadenza tra 3 giorni – hanno perseguito prima del voto di domenica 15 dicembre che, salvo al momento improbabili colpi di scena, consegnerà la maggioranza al centrodestra.

Il peso del voto ponderato è calcolato sul numero di abitanti dei 60 Comuni del Viterbese e le amministrazioni più grandi – Viterbo, Tarquinia e Civita Castellana – sono guidate da sindaci del centrodestra.
L’accelerazione sull’approvazione del bilancio di previsione 2020-2022 era già stato al centro di polemiche ma nulla in confronto alle dure reazioni scaturite a seguito della ratifica del documento economico-finanziario da parte dell’assemblea dei sindaci. Parere in odore di irregolarità per il centrodestra che annuncia ricorso al Tar!

Prima della legge Delrio – che ha depotenziato le Province – Giulio Marini, attuale capogruppo di Forza Italia al comune di Viterbo e candidato a consigliere provinciale per la lista “Insieme per la Tuscia”, è stato presidente di Palazzo Gentili dal 1997 al 2005.
Per questo abbiamo raccolto il suo commento su quanto accaduto martedì, a 5 giorni dalle elezioni.
“Tutto ciò non ha senso! Posso capire le ragioni di chi sta governando la Provincia fino a domenica ma così si va a creare un’impasse amministrativa di difficile gestione!”.

Cosa pensa del comportamento tenuto dal centrosinistra, è regolare?
“Lo deciderà il Tar! Però arrivare, senza soluzioni politiche, a questi livelli di scontro rende la situazione di non facile governabilità. Soprattutto non vedo l’opportunità di questo braccio di ferro inaudito in un ente che – visto il bilancio che ha – serve a poco!”.

Era perentorio approvare in questi giorni il bilancio?
“No! E’ una questione che si è voluta mantenere all’interno del centrosinistra. Però dal 16 dicembre, se tutto andrà come dovrebbe, si creerà una grossa difficoltà. Per l’entità del ruolo che riveste oggi la Provincia, valeva la pena questo braccio di ferro? Io penso di no, ma ognuno è padrone delle proprie scelte. Porto un esempio: il mio ultimo bilancio come presidente lo approvai il 15 dicembre 2004, poi nel 2005 ci furono le elezioni. In quel bilancio avevo la possibilità di spendere 3 milioni di euro liberi da impegni! Avrei potuto spenderli, durante i mesi di campagna elettorale, per interventi che potevano portare benefici al risultato del centrodestra. Non lo feci per correttezza nei confronti dell’istituzione! Adesso invece si è scelta una diversa impostazione!”.

All’epoca in Provincia vigevano norme diverse ma ricorda qualcosa di analogo o paragonabile a ciò che è avvenuto in questi giorni?
“La politica ha necessità di esempi positivi, non di forzare la mano così! Oltretutto stiamo conducendo una battaglia di secondo livello, abbarbicati ognuno sulle proprie posizioni, mentre io ho sempre pensato che la Provincia dovesse essere il luogo in cui discutere – con la maggiore partecipazione possibile – delle esigenze del territorio, invece si sta facendo tutto il contrario. Il centrosinistra ha perso tre importanti capisaldi – Viterbo, Civita Castellana e Tarquinia – che, sul voto di domenica, fanno la differenza. A questo punto avrebbe dovuto prenderne atto e cercare le massime convergenze!”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui