Caso “furbetti” del ticket a Belcolle, l’Ordine dei medici: “Una brutta prassi consolidata”

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Antonio Lanzetti

VITERBO – Controlli della finanza sulle presunte abusive prestazioni sanitarie a medicina protetta di Belcolle: analisi gratis per parenti e amici, senza prenotazioni e code. Il presidente dell’ordine dei medici provinciali Antonio Lanzetti commenta l’inchiesta che ha messo, da un lato, sotto indagine il responsabile del reparto Giulio Starnini e un addetto dell’unità operativa; dall’altro, sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti 170 persone tra cui infermieri, medici e dipendenti pubblici. Gli indagati sono all’attenzione della procura per truffa ai danni dello Stato e falso. In tutto, sarebbero state eseguite abusivamente 315 analisi di laboratorio.

“Singolare che dalla direzione generale della Asl si stupiscano di una prassi consolidata. È ovvio che quanto emerso dalle indagini, se sarà confermato, sia da stigmatizzare in quanto contra legem”, dice il numero uno dei medici Lanzetti. Che aggiunge: “Non so di preciso cosa abbiano combinato gli indagati, ma probabilmente hanno fatto quello che purtroppo hanno sempre fatto tutti”. In ogni caso, il presidente dell’ordine dei dottori attende con rispetto i passaggi del lavoro degli inquirenti.

L’indagine operativa sui furbetti del ticket è svolta, come polizia giudiziaria, dalla guardia di finanza; e è coordinata dal pubblico ministero Paola Conti. Che ha portato alla luce quello che Lanzetti considera una cattiva prassi decennale. Lanzetti, peraltro, non risparmia una critica ai vertici dell’Azienda sanitaria locale, quando parla di “ipocrisia: sembra che si debba far finta di stupirsi”. Asl che ha preso una posizione formale di intransigenza nei confronti dei presunti colpevoli: “Un fenomeno che, seppur circoscritto nei numeri, è inaccettabile e intollerabile”. Prefigurando la possibilità di “intraprendere nelle sedi opportune le azioni legali di recupero del danno erariale subito, e di salvaguardia dell’immagine dell’azienda e dei suoi dipendenti”.

Infine, sembra che le indagini condotte dalla guardia di finanza abbiano preso spunto dall’inchiesta sui furbetti del cartellino del servizio immunologico, sfociata in 23 indagati a inizio 2017.

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