Caso Vannini, il supertestimone Vannicola presenta un esposto alla Procura di Perugia

Davide Vannicola ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Perugia, uno al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ed un altro al ministro delle Forze Armate Elisabetta Trenta.

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Davide Vannicola non lascia, ma raddoppia, anzi, triplica. Il testimone che è comparso nella trasmissione di Italia Uno “Le Iene”, rivelando che l’ex comandante della stazione di Ladispoli Roberto Izzo gli aveva confidato che a sparare a Marco Vannini, la tragica notte tra il 17 ed 18 maggio di quattro anni fa, non fu Antonio Ciontoli, bensì il figlio Federico, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Perugia, uno al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ed un altro al ministro delle Forze Armate Elisabetta Trenta.

Vannicola, conosciuto a Tolfa, paese in cui risiede, col nomignolo de “il pioniere”, ha quindi deciso di andare ancora più a fondo alla sua iniziativa. Lo ha fatto tramite il suo legale, l’avvocato Andrea Chiocca. Il tolfetano l’altro giorno sulla sua pagina Facebook, ha scritto che dopo quanto ha detto all’inviato de Le Iene Giulio Golia, adesso ha paura. Forse per questo ha deciso di rivolgersi alle alte sfere delle istituzioni. Ma quello che più fa pensare, è che abbia scelto di presentare un esposto anche alla Procura perugina, che è quella competente per giudicare i magistrati civitavecchiesi. Perché? Cosa ha scritto in quell’esposto? Ritiene che ci siano stati “errori voluti” della magistratura civitavecchiese nell’indagine sulla morte di Marco Vannini?. Domande a cui però l’avvocato Antonio Chiocca, per ora, non vuol rispondere. “Non posso rivelare il contenuto degli esposti presentati”, ha detto lo stesso legale.

Intanto Vannicola attende ancora di essere chiamato dal procuratore capo di Civitavecchia Andrea Vardaro. L’altro ieri era circolata la notizia che “il pioniere” fosse stato già convocato dal capo della magistratura civitavecchiese. Qualcuno lo ha visto entrare nella palazzina di via Terme di Traiano. In effetti Vannicola era in Procura, ma a quanto pare è andato a chiedere il proprio casellario giudiziale. Resta il fatto che in molti dubitano sulla veridicità delle sue dichiarazioni, a cominciare da molti suoi compaesani, che lo ritengono molto poco attendibile. Una convinzione che peraltro è alimentata dal fatto che già in passato Vannicola si era reso protagonista di uscite più o meno clamorose su altre vicende giudiziarie, che poi si sono rivelate infondate.

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