Castelnuovo di Farfa: il comune chiude l’accesso alla grotta

Purtroppo Grotta Scura negli ultimi tempi è stata oggetto di visite da parte di speleologi improvvisati e guide non autorizzate, che spesso hanno messo a repentaglio la loro incolumità.

grotta scura
Foto di Cristiano Ranieri

E mentre ancora fa discutere l’istallazione di un impianto fotovoltaico nella piana di Cornazzano a Castelnuovo di Farfa, il sindaco Zonetti emette un’ordinanza per chiudere l’accesso principale della Grotta Scura. Sito di interesse storico-naturalistico, la grotta  si apre in una formazione di travertini che si estende da Poggio Moiano (Cerdomare) passando per Poggio Nativo (costone di Battifratta) sino a Castelnuovo di Farfa.

La cavità è costituita da un ramo attivo (attuale ingresso recintato e chiuso da un cancello) e da due rami fossili, posti a tre livelli diversi. Quello attivo è un inghiottitoio di attraversamento lungo più di 150 metri che raccoglie le acque della piana di Cornazzano che confluiscono poi nel fiume Farfa.

Grotta Scura venne esplorata e rilevata per la prima volta dal Gruppo Speleolo Archeologico “Francesco Orofino” nei primi anni del 1980, che rinvenne al suo interno del materiale di epoca protostorica. L’antro infatti è stato frequentato durante l’Età del bronzo dalla cultura “appenninica“.

La denominazione di “civiltà appenninica” venne introdotta per la prima volta nel 1931 dal paletnologo Rellini che dimostrò la presenza, lungo tutta la penisola italiana, di una uniforme cultura dell’Età del bronzo, caratterizzata da uno specifico tipo di ceramica ad impasto fine decorata ad intaglio ed a punteggio.  L’economia dei gruppi appenninici era basata sull’agricoltura e su un tipo di allevamento in parte transumante ed in parte sedentario. Quella che si praticava era probabilmente una transumanza a corto raggio basata sui pascoli estivi dei Monti Sabini e Reatini, e su quelli invernali della valle del Tevere. Le  grotte erano utilizzate come luogo di culto e/o di sepoltura.

Purtroppo Grotta Scura negli ultimi tempi è stata oggetto di visite da parte di speleologi improvvisati e guide non autorizzate, che spesso hanno messo a repentaglio la loro incolumità e quella dei visitatori per imperizia e poca conoscenza dell’ambiente ipogeo. Per altro la rete metallica ed il cancello, posti a pochi metri dall’ingresso principale, sono stati spesso manomessi da ignoti per accedere all’interno del sito, senza chiedere alcun permesso al comune. Il Sindaco di Castelnuovo si è visto quindi costretto ad intervenire con un’ordinanza per tutelare la pubblica incolumità. La grotta resta comunque visitabile da parte dei gruppi speleologici, previa apposita richiesta di autorizzazione da sottoporre al comune.

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