Celebrata ieri a Viterbo la festa della Repubblica: un’occasione per ricordare valori, diritti e doveri

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Viterbo –”Oltre al 2 giugno, bisogna ricordare anche il 25 aprile, quando l’Italia si è liberata dal giogo nazifascista e il giorno dell’entrata in vigore della Costituzione Italiana il primo gennaio 1948. Queste date rappresentano lo spartiacque tra una dittatura, ciò che non vogliamo più essere, e ciò che siamo oggi: uno stato di diritto e dei diritti sanciti dalla Costituzione senza alcuna distinzione tra le persone. Siamo oggi uno stato che ripudia la guerra come strumento di offesa e mezzo per la risoluzione delle controversie internazionali. In tal caso ogni riferimento è puramente voluto”. 
Così il nuovo prefetto di Viterbo Antonio Cananà ha detto durante la celebrazione della festa della Repubblica avvenuta ieri, 2 giugno, a piazza dei Caduti a Viterbo, dopo aver letto il messaggio del Presidente della Repubblica.

Il prefetto di Viterbo Antonio Cananà

Ha anche sottolineato:” I cittadini viterbesi hanno voglia di normalità e di riaffermare i valori repubblicani e i principi della costituzione”

La Repubblica italiana è nata 76 anni fa, grazie al referendum con il quale gli italiani furono chiamati a scegliere tra repubblica e monarchia, scegliendo, con il 54% dei voti, la prima.

Il presidente della Provincia Alessandro Romoli

Il presidente della Provincia Romoli, nel suo discorso, ha affermato:
“La democrazia è quanto di più prezioso abbiamo nelle nostre vite. Le sostiene, le rafforza, le realizza. Ma non possiamo mai darla per scontata, anzi la democrazia va riaffermata e difesa quotidianamente da ognuno di noi. 

È questo il motivo per cui, ancora oggi, celebriamo la festa della Repubblica a distanza di 76 anni dal referendum. Perché tutti noi siamo quel 2 giugno 1946, ancora e per sempre. Viva l’Italia, viva la Repubblica”. 

Presenti alla cerimonia tutte le massime autorità religiose, civili e militari. Nel corso della cerimonia, è stato reso onore ai Caduti con la deposizione di una corona d’alloro.

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Luca Tallarico della consulta studentesca, ha aggiunto: “Bisogna riportare i giovani al centro del dibattito politico e sociale, ripartendo dalla scuola”.

Al termine della cerimonia è stata consegnata una medaglia d’onore a Stanislao Gioia, deportato nei campi di concentramento nazisti. Hanno ritirato la medaglia i familiari. Sono state altresì consegnate altre 18 onorificenze.

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