Celleno al Tg5: “Il borgo fantasma è un nostro marchio”. L’intervista al sindaco Bianchi

Il Borgo Fantasma viene visto come recupero della memoria storica. L'intervista al sindaco Marco Bianchi sul futuro di Celleno

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Il borgo fantasma di Celleno

Non era forse per caso che il commento musicale al bel servizio del TG5 su Celleno dell’altra sera fosse la celebre melodia di Anonimo Veneziano, composta dal maestro Stelvio Cipriani. Il quale nel 2016 donò una sua composizione al borgo di Civita di Bagnoregio, diventata l’inno della “Città che muore”.  Era sindaco Francesco Bigiotti, che materialmente ricevette in dono la partitura musicale, mentre il maestro Cipriani – purtroppo scomparso il 1 ottobre 2018 – era ospite d’onore del Festival “La parola che non muore”del professor Massimo Arcangeli.

Lo abbiamo subito fatto notare al sindaco di Celleno, Marco Bianchi, ponendogli la prima domanda.

Marco Bianchi sindaco di Celleno
Marco Bianchi sindaco di Celleno

È solo una suggestione prodotta dalla musica del maestro Cipriani, oppure esiste un legame e un progetto di sviluppo in comune tra Celleno e Civita?  

Al momento non c’è ancora nulla di concreto. Ma sia con Bagnoregio che con gli altri comuni della Teverina abbiamo ragionato di realizzare dei progetti insieme e in parte li abbiamo anche fatti. Abbiamo in comune il territorio della Teverina e anche molti problemi sono in comune, come quelli idrogeologici. Ci sentiamo quindi accomunati e c’è anche un ottimo rapporto tra le amministrazioni.

Per primo il FAI (Fondo Ambiente Italiano), poi questa estate il britannico Telegraph e adesso il TG5 hanno proclamato Celleno antica uno dei borghi fantasma più belli e suggestivi d’Italia.  Come pensate allora di valorizzarlo ulteriormente?

Intanto una precisazione, perché so che viene naturale di parlare di borghi fantasma al plurale. Mentre invece “borgo fantasma” è un marchio che abbiamo coniato e registrato noi per Celleno. Quindi per altre situazioni simili parlerei di paesi abbandonati, luoghi abbandonati, perché borgo fantasma è il termine adottato da noi per identificare il castello di Celleno vecchia e il paese antico. Sono già 2/3 anni che ci occupiamo in maniera assidua di recuperare il passato di questo borgo che tra gli anni 30 e i 50 fu abbandonato.

Per noi è anche uno scavare nella memoria degli anziani per ritrovare in qualche modo le nostre origini, che noi stessi abbiamo purtroppo abbastanza dimenticato. E stiamo cercando di realizzare un progetto di recupero, appunto, della memoria che possa piacere non solo a noi, ma anche ai turisti che vengono a visitare il territorio dell’alto Lazio, che tra il lago, Civita, Bomarzo e la stessa Viterbo è particolarmente vocato al turismo.

Ci può indicare gli aspetti salienti del vostro progetto di rilancio turistico e culturale di Celleno antica?

celleno vecchia
L’antico borgo di Celleno

Potremmo definirlo un progetto di musealizzaziome del borgo antico. Ma questa non è la parola giusta. Meglio parlare di creazione di un itinerario tematico sul borgo fantasma. Partendo dagli Etruschi, che sono stati i primi abitanti di quel costone di tufo. Quindi nel percorso che prevediamo ci sarà un ambiente dedicato ai nostri avi etruschi e chiaramente ai reperti trovati in zona. Poi il Medioevo e il butto medievale con le ceramiche che vi sono state ritrovate. Si tratta di uno dei butti più grandi in assoluto d’Italia, che noi cercheremo di rendere visitabile e che quasi certamente deriva da una precedente grande cisterna etrusca. Infine il momento dell’abbandono del borgo, che coincide con la fine della nostra civiltà contadina negli anni 40 e 50. Vogliamo fare questo racconto di un abbandono che è anche, come dicevo, un recupero della memoria dei nostri vecchi. Ci sarà poi anche uno spazio dedicato a Enrico Castellani, il grande pittore che acquistò il castello e vi abitò e vi lavorò per 44 anni, negli ultimi anni rimanendo l’unico abitante del borgo. Non possiamo non dedicare una tappa del nostro percorso anche a lui e all’arte. Il castello è oggi di proprietà del figlio e delle nipoti di Castellani. Lavoreremo di comune accordo con loro  per valorizzare insieme Celleno e Enrico Castellani che così tanto l’ha amata.

Auguri dunque a Celleno, al suo sindaco e alla sua popolazione che caparbiamente desidera recuperare la memoria delle proprie origini.

 

Il Borgo Fantasma di Celleno

🔴 Il video andato in onda sul tg5 di ieri dove è stato raccontato il nostro Borgo Fantasma e il lavoro di Enrico Castellani indiscusso artista di fama internazionale, che dopo essersi innamorato di questo bellissimo luogo, abbandonato e sospeso nel tempo, lo scelse, a partire dagli anni '70, come propria dimora e laboratorio, avviando un'importante opera di salvagurdia e ristrutturazione dell'intero Borgo.ℹ http://ilborgofantasmadicelleno.it/

Pubblicato da Comune di Celleno su Lunedì 14 ottobre 2019

 

 

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