Cene, pranzi e visite ai parenti? Attenzione!

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Cene, pranzi, visite ai parenti? Attenzione! La possibilità di invitare persone esterne al nucleo di conviventi in casa è subordinata alla fascia di rischio.

Nelle zone rosse, è la stessa uscita di casa che va giustificata, perché si può uscire solamente per questioni di necessità, urgenza, salute o lavoro. “Quindi non si può uscire per fare visita ai congiunti“.

In ogni caso, anche nelle zone arancioni e in quelle gialle, “c’è sempre la raccomandazione di non andare nelle abitazioni di persone non conviventi, perché sono grandi occasioni di contagio e pericolo”.

La “raccomandazione” di non andare a trovare i parenti era presente già nei Dpcm precedenti. Nel decreto del 13 ottobre vi era una forte raccomandazione a limitare le feste private e le cene tra non conviventi a un massimo di sei persone. In quello del 24 ottobre si sconsigliava – sempre con la formula del “fortemente raccomandato” – di ricevere a casa persone diverse dai conviventi, “salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza“. Nel caso, si raccomandava l’uso della mascherina, anche tra parenti non conviventi.

Nel testo del 6 novembre, un grande stop viene anche dal coprifuoco: dopo le 22 nessuno può uscire se non per motivi validi (lavoro, salute, urgenza), quindi da quell’ora è vietato trovarsi a casa di altre persone per una visita di cortesia. Il secondo divieto riguarda le zone rosse, come è stato scritto sopra: in Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Calabria è vietato uscire di casa per tutto il giorno se non per motivi di lavoro, salute, urgenza. L’uscita dalla propria abitazione deve essere giustificata. Le visite ai congiunti non rientrano in questi motivi, quindi sono vietate.

Per quanto riguarda il resto d’Italia (le zone gialle e arancioni), nel Dpcm, oltre a ribadire la necessità di indossare la mascherina a casa propria in presenza di ospiti, è presente la formula: “Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza”.

Quindi l’opportunità di invitare amici o parenti a casa è fortemente sconsigliata e lasciata al senso di responsabilità dei cittadini.

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