Censis, il sistema Italia non funziona: colpito con la pandemia un Paese già in difficoltà

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La situazione è tragica. Ecco come inizia il 54′ rapporto Censis: “Il sistema-Italia è una ruota quadrata che non gira: avanza a fatica, suddividendo ogni rotazione in quattro unità, con un disumano sforzo per ogni quarto di giro compiuto, tra pesanti tonfi e tentennamenti. Mai lo si era visto così bene come durante quest’anno eccezionale, sotto i colpi sferzanti
dell’epidemia.”

Il futuro appare come un ostacolo insormontabile a livello economico. “[…] oltre al ciclopico debito pubblico, le scorie dell’epidemia saranno molte, diversificate e di lungo periodo.”
Si prospettano fatiche inenarrabili per gli italiani che già, prima dell’epidemia, si trovavano in una situazione non eccezionale.

Tuttavia, secondo il rapporto, sembra che gli italiani non vogliano ridurre le restrizioni: l’80% si dice contrario a questo. La paura è forte, e infatti si legge: “[…] il 77,1% degli italiani chiede pene severissime per chi non indossa le mascherine di protezione delle vie respiratorie, non rispetta il distanziamento sociale o i divieti di assembramento”. Così forte, che “il 57,8% degli italiani è disposto a rinunciare alle libertà personali in nome della tutela della salute collettiva, lasciando al Governo le decisioni su quando e come uscire di casa, su cosa è autorizzato e cosa non lo è, sulle persone che si possono incontrare, sulle limitazioni della mobilità personale”

Quasi il 60% ridurrà le spese per le vacanze natalizie e di Capodanno.

Riguardo alla forbice sociale, evidentemente ampliata, si dice poi “[…] il 90,2% degli italiani è convinto che l’emergenza coronavirus e il lockdown hanno danneggiato maggiormente le persone più vulnerabili, ampliando le disuguaglianze sociali già esistenti.”

Bocciate anche le esperienze di scuola/lavoro a distanza. Secondo quanto esplicato nel rapporto infatti la maggior parte gli italiani non vede un futuro in cui la versione “smart” possa essere quella portante.

L’Italia, già in seria difficoltà prima del lockdown, si troverà, secondo esperti, ad affrontare un periodo dieci volte più difficile di quello vissuto dopo la crisi del 2008.

 

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