Centrale a biogas a Grotte di Castro: la rabbia dei residenti in una lettera ad Arena

La relazione annuale dell'Onu evidenzia una domanda globale di prodotti agricoli destinata a crescere del 15%

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Una domanda globale di prodotti agricoli destinata a crescere del 15% nei prossimi 10 anni ed una più rapida crescita della produttività agricola.

Gli ottimistici dati sono stati resi noti oggi nella relazione annuale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura  nella quale si evidenzia anche che, più rendimenti ed una accresciuta intensità di produzione, sospinti dall’innovazione tecnologica, porteranno a una maggiore produzione, anche se l’uso di terreni agricoli rimarrà sostanzialmente costante a livello globale….Gli agricoltori, oltre a fornire alimenti, “sono importanti custodi dell’ambiente naturale e sono diventati produttori di energie rinnovabili”.

Il quadro delineato nel report offre sicuramente degli spunti sui quali è d’obbligo una generale riflessione, soprattutto in relazione alle imminenti trasformazioni in atto nel territorio della Tuscia, da sempre caratterizzato da una forte vocazione agricola e, ciononostante, ultimamente bersaglio di speculazioni e progetti destinati a sconvolgerne definitivamente gli assetti.

A Tuscania, tanto per fare qualche esempio, sta per aprire un nuovo centro di compostaggio, destinato ad accogliere fino a 60 mila tonnellate l’anno di rifiuti mentre la località di Pian di Vico è interessata dal progetto per l’installazione di un impianto fotovoltaico di circa 245 ettari, che potrebbe sconvolgere l’intero assetto paesaggistico.

A Grotte di Castro è allo studio la realizzazione di un impianto a biogas, contestatissimo dai residenti che, proprio oggi, hanno inviato una lettera aperta al sindaco Arena: “Quanti dei partecipanti tra tecnici, politici e forestieri al Consiglio comunale di giovedì 4 luglio conoscono la zona di Campolungo a Grotte S. Stefano?

Lo sanno che è denominata Campolungo perché è un campo lunghissimo, tutto pianeggiante, con il sottosuolo ricco di falde acquifere?

I terreni e tante case sparse usufruiscono dell’acqua proveniente dal sottosuolo,anche il Comune di Viterbo per necessità idriche in passato ha scavato un pozzo per la frazione.

Lo sanno che è la zona più fertile ambita da numerosi coltivatori?

Un ettaro di terra a Campolungo vale quanto un ettaro della Maremma toscana, è il granaio del paese.

Con tanti sacrifici i nostri predecessori lo hanno acquistato dai signori Calisti di Viterbo nel dopoguerra con la riforma agraria. Credo che si rivolteranno nella tomba e non solo, assistendo allo scempio della centrale che la Cosmo Energy intende costruirvi.

Viviamo un periodo storico di assurdità:

  • I terreni agricoli fertili vengono sacrificati per costruire infrastrutture e centrali per la produzione di energia. Con il boom economico in Italia il consumo spregiudicato dei suoli è stato un problemache la politica ha affrontato con poca consapevolezza e superficialità,infatti sempre più spesso assistiamo ad eventi naturali disastrosi; sono gli agricoltori che curano il territorio con una agricoltura sostenibile e modernanel rispetto delle tradizioni.
  • L’agricoltura produce foraggio, mais e segale, non per nutrire gli animali ma per produrre energia da vendere.

Questo non credo sia stato lo spirito della legge n.380 del 2003 che promuove la produzione di energia da fonti rinnovabili.

L’idea del biogas agricolo era nata per soddisfare i bisogni energetici delle aziende agricole e per smaltire i liquami e non per fare cassa.

Il territorio di Grotte S. Stefano è stato ampiamente sacrificato, per essere stati distratti ci troviamo con due tralicci dell’alta tensione, il metanodotto, la centrale biogas di Fastello, la discarica di Casale Bussi e tanti allevamenti avicoli intensivi con il serio rischio della Aviaria.

Oh VIA, via,Sindaco Arena faccia in modo che l’iter progettuale della centrale biogas o biometanovenga chiuso definitivamente,anche il sindaco di Bomarzo lo ha fatto lo faccia anche lei per Grotte e per le persone che vivono a Grotte.

Il nostro territorio è unico nella sua varietà e bellezza è segnato dai calanchi della Teverina e dai profili dei monti Cimini non mutiliamolo ancora con interventi che non appartengono alle nostre tradizioni…”

 

 

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