L'esponente Pd denuncia: "Il lockdown ha ulteriormente esposto ad abusi le donne chiuse in casa

Centri anti violenza, Bizzarri: “Le Regioni devono ancora erogare il 90% dei fondi del 2019”

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Oggi, 25 novembre, è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Come da prassi ci sarà il solito girotondo di dichiarazioni in cui verranno espressi sdegno e indignazione condite da buoni propositi sulle cose da fare. Salvo poi domani dimenticarsene, fino alla prossima Giornata internazionale.

C’è chi invece si spende ogni giorno nella battaglia contro la violenza sulle donne e per le pari opportunità. Come Daniela Bizzarri, membro dell’Assemblea regionale del partito democratico, che interviene fornendo alcuni dati sul fenomeno.

“In questo periodo di lockdown, secondo alcune fonti del Corriere delle sera, tra marzo e giugno 2020 sono raddoppiate le chiamate al numero antiviolenza 1522. Ma le Regioni non hanno ancora erogato il 90% dei fondi del 2019 per le strutture che aiutano le vittime. E quelli del 2020 non sono ancora stati stanziati. Durante la prima settimana di lockdown, a marzo, il cellulare per le emergenze del Centro contro la violenza sulle donne, secondo la responsabile, il telefono  non ha mai squillato. “Era un silenzio assordante: abbiamo capito subito che la situazione era così difficile per le vittime che non riuscivano neppure a fare una telefonata”.

Le strutture di prima accoglienza, a causa del lockdown, non potevano far entrare nuove ospiti, e gli spostamenti tra comuni erano vietati.

Secondo il rapporto 2020 di Action Aid, sul sistema antiviolenza in Italia, le richieste di aiuto al numero antiviolenza 1522 tra marzo e giugno 2020 sono state 15.280, più del doppio che nello stesso periodo del 2019. Le donne chiuse in casa erano ancora più esposte agli abusi degli uomini maltrattanti. Ma dati i cronici ritardi nei finanziamenti e la mancanza di un coordinamento tra le istituzioni sui territori in pratica si sono allungati tutti i percorsi per ogni genere di provvedimento dal più leggero al più grave.

Il 21 marzo, il dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha dichiarato che le spese in più dovute all’epidemia sarebbero state a suo carico e addirittura il Ministro dell’Interno ha chiesto a tutti i prefetti di attivarsi per trovare strutture idonee”.

“I fondi non sono ancora arrivati – prosegue la Bizzarri – e i Centri antiviolenza sono in sofferenza e rischiano addirittura di chiudere, come purtroppo anche il nostro unico ed efficiente centro ‘Erinna’ che sta andando avanti solo con il loro volontariato”.

“Purtroppo – evidenzia – solo 5 regioni hanno iniziato a trasferire i fondi dello scorso anno, e solo parzialmente: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise e Veneto, e il dipartimento delle Pari opportunità non ha ancora firmato il decreto per stanziare i nuovi fondi”.

Daniela Bizzarri conclude lanciando tre appelli: Il primo “al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per quanto dovuto alla sua Regione e in qualità di Segretario del Partito Democratico di intercedere presso il governo centrale”; il secondo “al nostro Sindaco Giovanni Arena affinché tra le tante donne in consiglio, ne individui una che si possa occupare di tutte le problematiche delle donne”. L’ultimo “al Presidente della Provincia Nocchi, che dopo 4 anni e tre bandi, ho appreso dalla stampa, è riuscito a nominare la Consigliera di Parità Provinciale”. 

E sempre rivolta a Nocchi l’esortazione: “Si attivi presidente, perché la nostra provincia non ha bisogno solo di strade: su quelle strade le donne ci muoiono ogni giorno!”.

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