Chiara Frontini e Viterbo 2020 stigmatizzano la mancanza delle linee guida che il Comune deve predisporre entro il 30 settembre

“Centri anziani, a quando la riapertura? In tutta Italia si può a Viterbo no”

293

Urgente riaprire i centri polivalenti del territorio comunale.

Un’urgenza “non più procrastinabile. – afferma Chiara Frontini, leader di Viterbo 2020 – Le linee guida sono uscite lo scorso giugno, a Viterbo invece siamo ancora in attesa di quelle del Comune. Bisogna permettere agli anziani di tornare ad aggregarsi e a socializzare. In tutta Italia si può, a Viterbo no”.

E per affrontare la tematica, di particolare rilevanza sociale, perché vede coinvolte persone della terza età spesso sole, il movimento ha scelto come location della conferenza stampa il centro polivalente del Sacrario, attualmente oltre che chiuso anche completamente celato dalle impalcature dei lavori edili che interessano la facciata dell’edificio sovrastante.

Il gruppo ‘Politiche sociali’ del movimento civico, coordinato da Cinzia Burla, ha lavorato a un appello rivolto all’assessorato Servizi sociali per riattivare i centri a breve.

“Due giorni fa – sottolinea la consigliera Patrizia Notaristefano – la Regione ha deliberato i fondi, per complessivi 3,5 milioni di euro, proprio per rimettere in moto le attività nei centri. Zingaretti ne aveva parlato già questa estate e ci aspettavamo che da luglio venissero riaperti anche nella nostra città come è avvenuto a Latina e Rieti ma anche in diversi Comuni della Tuscia”.

La difficoltà nel capoluogo “deriva dal regolamento comunale che è vecchio, risale al 1994. – spiega la Notaristefano – La Regione già lo scorso anno ha indicato le linee guida con tutte le norme anti Covid e la proroga scade il 30 settembre”.

Viterbo 2020 vuole sapere se il regolamento è stato predisposto e nell’immediato quando riaprono i centri.

“Questa amministrazione – stigmatizza – ci ha abituato ad arrivare sempre dopo. E lasciamo gli anziani abbandonati sulle panchine”.

Sono dieci i centri sul territorio comunale, tutti ancora chiusi, in cui mediamente ruotano 4000-5000 persone.

“A Vetralla – evidenzia Cinzia Burla, lunga esperienza ai Servizi sociali – hanno riaperto, così come a Latina che ha il doppio degli abitanti di Viterbo, senza particolari difficoltà perché hanno rispettato le linee guida sulle norme anti Covid”.

La problematica “ci è stata sollecitata dagli stessi presidenti dei centri che chiedono anche di avere indicazioni chiare sul protocollo da seguire” conclude Chiara Frontini ribadendo “ad oggi in tutta Italia e in alcuni paesi della provincia i centri sono aperti mentre i dieci di Viterbo sono ancora chiusi”.

Presenti alla conferenza anche Giuseppina Del Signore, Doriana Giacomelli e Gianluca Bernabucci del gruppo ‘Politiche sociali’ del movimento.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui