Dopo l'omicidio di un nigeriano nel "Carpe Diem" di Orte, Buzzi e Polidori tornano sul tema dei centri per rifugiati

“Centri di accoglienza, chiediamo un quadro su gestione, organizzazione e controlli effettuati”

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A sx Luigi Buzzi; a dx Jacopo Polidori

Dopo i fatti avvenuti al centro d’accoglienza “Carpe Diem” di Orte – con l’accoltellamento di un 30enne nigeriano ad opera di un altro ospite della struttura – il capogruppo di Fratelli d’Italia di Viterbo, Luigi Buzzi, ha chiesto risposte al sindaco Giovanni Arena e all’assessore ai Servizi Sociali Antonella Sberna nel corso del Consiglio comunale di ieri pomeriggio.

“Il fatto è ancor più grave perché, oltre ad essere morto un ragazzo, non è avvenuto in strada o in un appartamento privato, ma in un centro che per sua specifica funzione dovrebbe assicurare ai suoi ospiti accoglienza, protezione, nonché un percorso di integrazione”, attacca Buzzi.

“Quanto accaduto non può essere derubricato a una semplice lite, e su questo sono sicuro, siamo sicuri, che chi di dovere starà facendo di tutto, tutte le indagini del caso, per far emergere la verità e la responsabilità su chi, come e quali circostanze abbiano commesso e permesso il gravissimo fatto – prosegue il capogruppo di Fdi – Credo comunque che sia da valutare se ci siano inoltre corresponsabilità. Sappiamo che queste strutture sono gestite da cooperative, enti, associazioni che percepiscono molto denaro pubblico, in virtù di progetti specifici.

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Luigi Buzzi, capogruppo di Fratelli d’Italia

Alla luce di quanto accaduto – aggiunge ancora Buzzi – chiedo all’assessore competente che possa al più presto fare un quadro su quali e quanti sono i centri di questo tipo o analoghi presenti sul territorio (SPRAR, CAS), chi gestisce tali centri e in virtù di quali convenzioni o altro, e cosa nello specifico questo comporti, anche in materia di sicurezza. Quali e quanti tipi di controlli e monitoraggi vengono effettuati, da chi e su quali evidenze, anche e non ultimo quelle economico-contabili prodotte”.

Il capogruppo di Fdi, dopo la lettura dell’interrogazione, aggiunge anche che è il momento di “lasciare che chi di dovere faccia le indagini su quanto accaduto, ma poi chi di dovere per la parte politica amministrativa faccia le verifiche del caso su chi gestisce queste attività (SPRAR e CAS). Si tratta di soldi pubblici e quindi chi li riceve deve dimostrare la massima trasparenza di gestione, anche sull’aspetto sicurezza di questi centri”, conclude Buzzi.

Anche il consigliere Jacopo Polidori – recentemente transitato a Fratelli d’Italia con il gruppo d’opposizione “Vallerano Tricolore” – torna a battere sulla questione dei centri di accoglienza, dopo la visita dei giorni scorsi al Carpe Diem di Orte insieme agli altri esponenti del partito e le vicende che hanno investito l’amministrazione del suo Comune.

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Jacopo Polidori

“Il 16 giugno il Comune ha fatto pagare l’Imu ai cittadini – esordisce Polidori – non ha rinviato né pensato a qualcosa per aiutarli, ma in compenso ha rinnovato il progetto Sprar, nonostante ad aprile io avessi presentato una mozione per la sua chiusura. Invece di discutere prima la mia mozione – aggiunge il consigliere – a maggio mi sono ritrovato la convenzione per il progetto sull’accoglienza già firmata”.

“Il più delle volte accade che non si capisca in che modo vanno a finire la maggior parte dei progetti per l’accoglienza dei rifugiati – spiega Polidori – e c’è da considerare che se si vanno a guardare le buste paga delle persone di enti e cooperazioni che si occupano di accoglienza risulta che si tratta di cifre importanti, che arrivano anche a 8000 euro quando c’è la tredicesima, e questo non è certo volontariato.

Quindi quello che ci lascia scioccati non è il discorso del rifugiato in sé, ma tutto quello che si è creato intorno e che poi ha portato alla disgrazia di Orte – continua Polidori – E poi ad oggi non c’è alcun tipo di chiarimento su cosa facciano i rifugiati durante la giornata, mancano del tutto le rendicontazioni sui progetti avviati. Anche perché, questi progetti vedono un co-finanziamento in parte concesso dal Comune stesso e quindi sarebbe importante conoscerne lo svolgimento e l’esito, così come i criteri che vengono applicati per scegliere una persona che se ne occupi e un ente piuttosto che un altro… Tutte questioni su cui ad oggi si attendono ancora risposte”.

 

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