Centro Storico, l’assessore Allegrini cala gli assi: Michelangelo, biglietto unico e museo per Del Piombo

Un progetto concepito sotto la precedente Amministrazione, che con modifiche e ampliamenti, viene portato alla luce da questa Giunta

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Allegrini
L'assessore Laura Allegrini

La notizia più ghiotta è che a gennaio 2020 Viterbo dovrebbe riuscire a inaugurare il nuovo museo di Sebastiano del Piombo, nei locali ex Anagrafe comunale, nell’ala destra del Palazzo dei Priori. Un progetto concepito sotto la precedente Amministrazione, che con modifiche e ampliamenti, viene portato alla luce da questa Giunta.

“A ottobre va via la ditta e se non ci saranno complicazioni, visto che la Soprintendenza ha dato il massimo della disponibilità, a gennaio dovremmo riuscire a inaugurare con una mostra di disegni di Michelangelo.”

E’ una delle molte informazioni che con grandissima gentilezza l’assessore Laura Allegrini – nel corso di una lunga chiacchierata – ha accettato di condividere con noi.  Per non abusare della vostra pazienza di lettori ve ne daremo conto per parti.

palazzo dei papi a Viterbo
Il Palazzo dei Papi di Viterbo. Foto di Diego Galli

“ Si sta lavorando ad un biglietto unico che consenta di far vedere tante cose della città: il Museo Civico, Il Museo Del Piombo, la Sala Regia. E’ un percorso naturale, che non chiude il Museo Civico in sé stesso, ma lo apre allo spazio esterno”. Nella visione di città dell’assessore Allegrini si delinea un progetto chiaro. Mentre il Palazzo dei Priori gradualmente sarà musealizzato, per costituire il baricentro del percorso museale diffuso di Viterbo, dall’altra parte gli uffici comunali dovranno spostarsi  tornando a operare nel centro storico ella città.

“Se rientrano gli uffici, riaprono i negozi, riaprono le banche. “In effetti come può un centro cittadino restare vitale se in pochi anni se ne vanno l’Ospedale, il Tribunale, la Banca d’Italia, la Caserma “Giulioli” di piazza della Rocca?

“Riportare gli uffici del Comune al centro storico è il nostro obiettivo e questa è la mia particolare battaglia“ ci ha detto Allegrini, “Noi dobbiamo dare il buon esempio, dobbiamo riempire quei contenitori vuoti del centro storico, che sono innanzi tutto belli, poi grandi e strategici.” Con dovizia di informazioni ce li ha indicati uno per uno questi grandi contenitori vuoti, che pesano come un macigno sulle spalle della città, ma che al tempo stesso costituiscono la speranza di un suo grande rilancio.

Innanzi tutto gli ex beni ASL: l’Ospedale Grande degli Infermi, per il quale proseguono i contatti, pur in mancanza di vere concretizzazioni, perché la ASL è intenzionata a venderlo. Il Palazzo Calabresi, che invece è un’acquisizione più a portata di mano, perché la Regione  – che ne è proprietaria – ha manifestato la disponibilità a cederlo al Comune.

La sede del 118 in via Raniero Capocci è un antico complesso di grandi dimensioni e di grande valore che la ASL ha intenzione di vendere e di destinare a nuovo uso.  Sarebbe un contenitore straordinario da riqualificare, che una volta eliminato il muro che lo separa dal quartiere abitato, entra direttamente in comunicazione con la attigua Piazza Dante e la sottostante via Mazzini.

Per la sede vuota della ex Banca d’Italia sarà cercato un altro contatto, dopo che il sindaco Arena aveva scritto a inizio consiliatura per chiederne la disponibilità. “ Nel palazzo ex Banca d’Italia avrebbe dovuto andarci l’Archivio di Stato. Noi dobbiamo tornare alla carica, perché certo che lì gli uffici comunali sarebbero fantastici! “ , esclama Allegrini.

Un palazzo già recuperato è quello dell’ex Corte d’Assise e dell’ex Tribunale. “ Noi vogliamo continuare a restaurare quel palazzo, perché può essere sede di uffici comunali. E avendo le risorse sarebbe bello poter restaurare la Corte d’Assise, cioè la grande ex chiesa, che può diventare una bellissima sala conferenze e sala convegni, se non addirittura la sede del Consiglio Comunale, nel momento in cui noi riusciremo a musealizzare totalmente il Palazzo dei Priori”.

Insomma, la geografia della città pare destinata a cambiare. Noi ci speriamo, perché probabilmente è una delle strade obbligate per salvare e rilanciare il nostro splendido centro storico.

 

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