Cgil: “Mammagialla, la polizia penitenziaria deve lavorare in condizioni di sicurezza”

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“Se da un lato la polizia penitenziaria è chiamata ad assolvere i propri doveri istituzionali, nel rispetto della legge e dei regolamenti che disciplinano il servizio e la vita detentiva all’interno dell’istituto, dall’altro ha il diritto di essere tutelata e messa in condizioni di operare, preservandone il benessere e la dignità professionale.”

E’ quanto rende noto la Fp Cgil Roma Nord-Civitavecchia – Viterbo: ” Le difficoltà in cui si opera all’interno del carcere, specie quelle relative alla sicurezza, sono state denunciate più volte in vari ambiti territoriali, nonché dalla stessa direzione, e sono note all’amministrazione a tutti i livelli. Non è pensabile che il provveditore non conoscesse il contenuto del documento del comitato antitortura d’Europa e se così fosse sarebbe un fatto di estrema gravità.

Per questo, dopo l’incontro per la contrattazione periferica, non abbiamo partecipato all’incontro con il provveditore regionale del Lazio-Abruzzo-Molise del 28 gennaio e ribadiamo lo stato di agitazione del personale: aderiremo alla manifestazione indetta per venerdì 14 febbraio con tutte le sigle sindacali della polizia penitenziaria.

Viterbo è il terzo carcere per importanza del provveditorato, destinatario di detenuti non gestibili poiché affetti da disturbi psichiatrici. Le carenze di organico aumenteranno a seguito dei prossimi pensionamenti: sarà sempre più difficile gestire gli istituti penitenziari, e anche a Viterbo la situazione non potrà che peggiorare.

Chiediamo al capo dipartimento, al provveditore, al direttore generale del personale di agire concretamente per garantire ai lavoratori e alle lavoratrici condizioni di lavoro sicure e serene, contrastando il fango ingiustamente riversato sulla polizia penitenziaria di Viterbo. Si investa poi sul personale, destinando al Carcere, dai prossimi corsi, unità più giovani che possano incrementarne l’organico e favorire il ricambio generazionale.”

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