Che bello, a Viterbo un’antica nuova porta! Sì, con vista cimitero

Le mura e le porte si costruivano: non per bellezza, né per decoro e né per creare correnti.

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Viterbo, città collinare, ricca di storia, di bellezze naturali, la città della 100 fontane e dalle belle donne, da donna Olimpia alla bella Galiana. Tipica città medievale, circondata da una cinta muraria, rafforzata da torri sporgenti e coronata da merli, per l’esattezza: 13 porte. Nel corso dei secoli alcune di esse furono chiuse e solo recentemente sono state restaurate e riaperte. Delle antiche porte solo due rimangono murate e non più accessibili, porta Bove e porta San Lorenzo. Nel conteggio non si tiene conto delle porte del tutto scomparse che esistevano nel primitivo perimetro della città e cioè: porta Sonza, porta di S. M. Maddalena, la Porticella o Quadriera e, forse, un’altra porta chiamata porta del Salvatore. Famosa per il quartiere San Pellegrino, il quartiere medievale più intonso d’Europa.

Le mura e le porte si costruivano: non per bellezza, né per decoro e né per creare correnti. Non so se vi è sfuggita la nuova porta, che già c’era, una porta del XVII secolo. In stile Ikea, “si può dire Ikea? Se no, per par condicio cito Ikea ed anche Mondo Convenienza”, è stata smontata, spostata e rimontata, ora non sto qui a dirvi a cosa servisse, una porta così lontana dal centro, ma aveva il suo perché. Ed oggi? la stessa porta, spostata di qualche metro, riposizionata e dritta per dritta davanti alle mura del cimitero San Lazzaro, servirà per creare un nuovo ingresso alla città. ”A breve inizieranno dei lavori inerenti al cosiddetto processo di lottizzazione ”San Lazzaro” – ha spiegato l’assessore Laura Allegrini, nella speranza che anche la città resusciti, aggiungo io.

Afferma: “Un biglietto da visita capace di dare subito a chi arriva l’idea di un centro urbano medievale”. Io le do piena ragione, infatti una città ferma al 1200.

Che bel biglietto da visita, vista mare? No. Vista collinare? No. Vista lago? No. Vista mozzafiato? Si! una porta vista cimitero, che già presagisce, una volta che entri nella città poi, ci metti una bella pietra sopra!

Un detto latino citava: “si dice che la porta sia la parte più lunga di un viaggio”, della serie: a volte non ritornano!

Se fossi nei panni dell’amministrazione, inizierei a stampare cartoline. Una bella cartolina dalla nuova porta, in 3D, come una bella matriosca, ma invece di una bambola dentro l’altra, vi sarà la porta che ti riporta ad un’altra porta fino ad arrivare nel tombino…sarà l’entrata per l’Eden. Ma sotto la dicitura della nuova piazza, vi sarà scritto: “lasciate ogni speranza voi che entrate?”. Le nuove guide parleranno di nuovi giri e gironi turistici?

Si bè, l’assessore ha ragione, la nuova porta di accesso alla città farà subito capire che è una città morta, anche se la città che muore davvero (Civita di Bagnoregio) è più viva dei miei trisavoli. Che dire, l’inaugurazione verrà fatta per halloween, sulla porta a darci gli onori o onoranze ci saranno: zio Fester, Lurch e cugino Itt, che offriranno crisantemi per tutti. Gran banchetto: con il pan dei morti e mortazza, fave dei morti inzuppati nel vin santo che è la morte sua.

Una porta che non porta al Nulla?

Vi invito anche io a venire nella città eterna, in estate poi, volete mettere? All’ombra dei cipressi! Come la città partenopea: “vedi Napoli e poi muori”, potremmo dirlo anche noi.

Dal film (non ci resta che piangere)

“ricordati che devi morire” “si, si, mo’ me lo segno”

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