Che schifezza la diretta tv su S. Rosa! Non ne sapevo niente, me l’hanno fatta vedere. Oh, mio Dio… M’è venuto il singhiozzo!

Il piccolo caso mi ha incuriosito. E non spiacerebbe nemmeno al sottoscritto sapere che cosa abbia determinato certe decisioni invero imbarazzanti.

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Non sapevo manco esistesse ‘sta Tele Lazio Nord. Boh… Ma che dico?! Sì… Ora, faticosamente, ricordo. Primavera scorsa. Vennero da me al giornale due simpatici e affabili signori. Uno, il consigliere di una civica… Santini, Santucci, Santerelli, mi pare… Ho la memoria un pò annebbiata, scusate.

L’ altro, il direttore di quella giovine emittente… Zappa, Zappini, Zappatori, forse Zappi. Mi chiamavano “maestro” (e sentii subito odore di presa per i fondelli) e mi chiesero imploranti di venirli a “salvare”, di spuntare tutte le sere con il mio faccione dai loro rudimentali studi per raccontare il “verbo” ai viterbesi. Presto si scoprì che avrei dovuto farlo “gratis et amore Dei”. Così, per diletto… Francamente, mi sembrò alquanto fuori luogo. Le nozze coi fichi secchi non mi sono mai piaciute… Per chi, poi? Fosse stato per la Cnn, beh… Poi mi dimenticai presto di quella “boutade” (fortunatamente ho di meglio cui pensare…).

Finché, l’ altra sera ad una cena, degli amici birboni – certi, conoscendomi, di suscitare una mia reazione – mi costrinsero a vedere lo “storico” video della diretta streaming (se così si può chiamare) trasmessa sulla suddetta tivvù per il trasporto della Macchina di Santa Rosa, appuntamento sacrale e improfanabile per questa città. Oddio mio! Mi venne il singhiozzo… Roteavo gli occhi, incredulo.

Talvolta (perdonatemi) mi sganasciavo dalle risate, perché lo spettacolo – oltre che tragico – era anche comico, amaramente comico. Non ricordavo una tale schifezza dai tempi delle prime pionieristiche emittenti via cavo. Ma eravamo all’ età della pietra, allora. Non nel 2019! Per farla breve, nella mia ingenuità di certi insondabili meandri, chiesi chi cavolo mai avesse affidato a tale acerba struttura un compito tanto importante per Viterbo e il suo prestigio.

E mi raccontarono che era stato anche creato un coordinamento giornalistico non da poco per siffatta fortunata performance, mi fecero anche il nome di una società a me ignota cui il compito era stato demandato e mi confermarono – come, chissà perché, sospettavo – che tutto il pacchetto era stato naturalmente “ponzato” e deliberato dall’ Assessorato alla Cultura e al Turismo nella persona del dottor De Carolis Marco, non nuovo a successi del genere.

E’ un mese e più – mi aggiunsero – che c’è chi chiede insistentemente ragione di queste avvedutissime scelte a codesto Professore e al sindaco Arena, ma le risposte non arrivano e le cortine fumogene avvolgono ancora la vicenda. Compreso il ruolo che potrebbe avere avuto nel “pateracchio” il civico Santucci. Io ritengo che la nostra città abbia questioni ben più serie da fronteggiare. Tuttavia il piccolo caso mi ha incuriosito. E non spiacerebbe nemmeno al sottoscritto sapere che cosa abbia determinato certe decisioni invero imbarazzanti.

Su, si alzi il sipario. In fondo, che cosa ci sarà mai da nascondere?

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