Chi è senza peccato scagli la prima pietra: attenti ai finti “puri”

Dopo avere letto l’ennesimo attacco frontale del direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti, nei confronti  del prefetto Giovanni Bruno, ho fatto alcune considerazioni non proprio lusinghiere e cercherò di farne partecipi anche i miei sette lettori

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Piazza del Plebiscito, a sinistra Palazzo dei Priori

Dopo avere letto l’ennesimo attacco frontale del direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti, nei confronti  del prefetto Giovanni Bruno, ho fatto alcune considerazioni non proprio lusinghiere e cercherò di farne partecipi anche i miei sette lettori.

Dunque Carlo Galeotti, questo nome non mi è nuovo. Pensa che ti ripensa qualche ricordo alla fine mi è uscito. Una volta, quando era direttore del Corriere di Viterbo, e la redazione era nel Palazzo Lunense in Largo Cesare Battisti, chiesi un appuntamento per parlargli. Mi dette l’appuntamento ma non si presentò. Successivamente quando divenni presidente dell’Associazione “Il Bullicame”, constatai che il suo giornale puntualmente non pubblicava i comunicati stampa della associazione che presiedevo, e andai a trovarlo nella redazione di Via Pacinotti. Gli spiegai i nostri fini, lo pregai di pubblicare i nostri comunicati, ma lui si fece scudo della sua scarsa competenza in materia e, anche se mi offrii di spiegare tutti i problemi del Bullicame, mi fece capire che non avrebbe pubblicato niente. E così fu. Poi un bel giorno aprendo le pagine del suo giornale sul web, vedo la mia fotografia di Piazza del Plebiscito (coperta da copyright), a corredo di un articolo sul Comune di Viterbo. Ma non è tutto, perché sulla fotografia campeggiava anche una dicitura a carattere cubitale che recitava: “tusciaweb copyright”, come se la fotografia fosse stata la sua.

E’ pur vero che Piazza del Plebiscito è tutta uguale, ma le meravigliose nuvole ritratte nella foto, sono solo le mie. Allora ho ritenuto che la misura fosse colma, e mi sono rivolto ad un avvocato di Viterbo. Il noto professionista scrisse una raccomandata A.R. lamentando la violazione del copyright originale e la pubblicazione senza il mio consenso di una mia opera. La prima raccomandata non fu mai ritirata dal giornale, così anche la seconda e così anche la terza e anche la quarta. Alla fine il mio avvocato fu costretto a pagare un Ufficiale Giudiziario, che notificò personalmente la citazione. Nel frattempo il giornale Tusciaweb continuava imperterrito a corredare tutti gli articoli relativi al Comune di Viterbo, con la mia fotografia e la scritta “tusciaweb copyright”. Ci incontrammo con gli avvocati e mi fu offerta una carità. La questione è ancora in piedi e il giudice dovrà decidere. Ho letto e riletto l’attacco scientifico che Carlo Galeotti sta portando al prefetto Giovanni Bruno, ed ho ritrovato in esso, il contenuto principe del manuale politico di staliniana memoria, che ben conoscono i dirigenti del vecchio PCI. Infatti, all’articolo 1 il manuale recita: “Individuare il nemico e usare ogni mezzo per demonizzarlo”. Queste tecniche venivano insegnate nei corsi politici a Mosca, ai dirigenti del PCI di Via Botteghe Oscure.

Io all’epoca lavoravo a Roma, in Via Botteghe Oscure, e la finestra del mio ufficio guardava il balcone di Enrico Berlinguer. In conclusione Carlo Galeotti dovrebbe riflettere bene prima di continuare con questi attacchi proditori di tipo staliniano, ad una voce sola. Il prefetto Giovanni Bruno, è una degna persona, è mio amico, e anche amico di tantissimi viterbesi, e questa battaglia alle lunghe, potrebbe ritorcersi contro di lui come un boomerang.

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