Chi era l’abate Giovan Battista Casti?

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MELUZZI FABBRI INSIEME

Ce lo spiegano gli autori del libro “Da Pietroburgo a Costantinopoli” edito da Bonanno Editore, Fabio Marco Fabbri e Alessandro Meluzzi, conterranei acquesiani di Giovan Battista Casti in occasione dell’evento culturale in programma a Viterbo la sera di lunedì 24 giugno in piazza s.Lorenzo.

Lo storico Fabio Marco Fabbri ed il noto psichiatra forense Alessandro Meluzzi, hanno scoperto la figura dimenticata di un nostro conterraneo della Tuscia che, nel XVIII° secolo, nonostante ecclesiastico, fu uno 007 ante litteram al servizio dell’Imperatore d’Austria per intrecciare legami diplomatici con i vertici degli stati europei dell’epoca e non solo.

Egli fu quindi un artefice dei rapporti Europa\vicino Oriente e pertanto credette sin dalla metà del Settecento per una geopolitica europea desiderosa aprirsi al vicino Oriente allora dominato dal sultanato Ottomano a Costantinopoli, ritenuto interlocutore credibile nello scacchiere politico ed economico della zona Est del Mediterraneo.

Una visione moderna che ancora oggi ci attanaglia.

Possiamo ritenere il Medio Oriente un’Europa allargata?

Chi oggi c’è chi lo desidera e chi lo nega, ma per l’abate Casti nato nel 1724, diplomatico “occulto” di casa d’Asburgo, un fatto da considerare positivo.

Il libro di recente pubblicazione riporta il diario scritto dall’abate Casti nel suo Viaggio a Costantinopoli, dove il pensiero politico degli Asburgo di allora viene alla contemporaneità dei fatti. La descrizione data dal Casti, accompagnata dalle sue convinzioni ed intuizioni politiche degne più di uno statista che ad un abate cresciuto all’ombra dell’Arcadia, propone due secoli dopo modalità politiche e nuove forme istituzionali nonché filosofiche di un’attualità oggi presente.

Va dato merito agli autori Fabbri e Meluzzi di averci fatto conoscere questo personaggio ormai dimenticato, ma attuale nelle sue letture.

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