Domani ci sarà l'ultima conferenza dei servizi per l'impianto di 100 ettari a Pian di Giorgio. La consigliera Ciambella: "Tra le criticità segnalate dalla Soprintendenza c’è anche la presenza su una particella di terreno demaniale di alcuni tratti della via Ferentiensis"

“Chi si sognerebbe di autorizzare una distesa di pannelli fotovoltaici intorno a una strada romana?”

250
ciambella
“Chi si sognerebbe mai di autorizzare una distesa di pannelli fotovoltaici intorno a una strada romana di cui sono ancora visibili i resti? Impossibile, direte voi, in qualsiasi altra parte del mondo ringrazierebbero il cielo per la fortuna ricevuta e si lavorerebbe per valorizzare il sito dal punto di vista storico e turistico”.
Alla vigilia dell’ultima conferenza dei servizi che si svolgerà domani, 30 settembre, per l’autorizzazione dell’impianto fotovoltaico in località Pian di Giorgio, vicino al teatro romano di Ferento, la consigliera Luisa Ciambella torna a lanciare l’allarme per la presenza nell’area di un tratto di un’antica strada romana, come individuato dalla Sovrintendenza.
“Oltre all’impatto sul paesaggio e alla vicinanza dal teatro di Ferento, tra le criticità segnalate dalla Soprintendenza c’è anche la presenza su una particella di terreno demaniale di alcuni tratti della via Ferentiensis – ha spiegato la consigliera – ‘che costituiva il principale asse viario di collegamento tra Viterbo e la via fluviale del Tevere all’altezza di Orte. Il comprensorio in cui la strada ricade ha occupato nella geografia dell’Etruria meridionale un ruolo di primaria importanza, trovandosi all’incrocio di due importanti itinerari di antichissima origine: il percorso nord-sud, che collegava Veio con Velza Orvieto, Chiusi e l’Etruria settentrionale, ed il tracciato est-ovest, trasversale al precedente, che congiungeva il Tirreno alla Valle tiberina, aprendosi all’Umbria e al mondo italico’”.
“Ma non finisce qui – si legge ancora – la Soprintendenza nel suo parere parla di una porzione di territorio ‘ad alto potenziale archeologico’: ‘Nell’area di Pian di Giorgio sono state individuate alcune tombe a camera unica a pianta rettangolare (…),forse connesse con una più vasta area di necropoli’; sono stati individuati “due cunicoli di epoca incerta, dispersi sul terreno sono stati individuati vari frammenti di lastre di tufo, probabilmente riferibili alla copertura di fosse, frammenti ceramici di corredi tombali, databili al IV-III sec. a.C; ed è stato individuato ‘un complesso rustico di età romana’”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui