Chiara Frontini, la schiacciasassi che ha conquistato Viterbo

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La vittoria era nell’aria, già da un bel po’ di settimane. Una sensazione inequivocabile, rafforzata dal risultato del primo turno. In più di tre mesi di campagna elettorale, condotta senza mai perdere un colpo, Chiara Frontini era stata dappertutto, aveva fatto sentire profondamente la sua vicinanza a Viterbo, non aveva trascurato una sola zona della città dei Papi, non aveva dimenticato un solo settore della vita della sua amata patria.

Con lei non si poteva sbagliare e debordare: o amarla e apprezzarla per la sua continua presenza, per la sua veemenza, per la sua grande voglia di regalare una nuova era a Viterbo dopo tante inutili beghe, dopo tanto immobilismo, oppure odiarla come quella che era venuta a rompere le uova nel paniere a chi aveva governato – e intendeva governare ancora – privilegiando i toni grigi, gli accordicchi di comodo e una soverchiante e imbarazzante pigrizia mentale.

giovanni masotti
Il Direttore Giovanni Masotti

I viterbesi, in larga parte sfiduciati da una politica politicata troppo prona agli ordini provenienti da Roma, hanno imparato presto a seguirla nella sua spericolata e promettente gimkana attraverso i problemi irrisolti della città.

E pian piano l’hanno scelta e spesso si sono entusiasmati per quel programma moderno e disincantato che la 33enne Chiara andava snocciolando con la convinzione di una veterana e con la ferma intenzione di risvegliare la Viterbo dormiente.

“È ora” è stato il mantra della battaglia condotta da Chiara, che ce l’ ha fatta davvero – stavolta – a conquistare Viterbo e ad attirare l’interesse non solo dei suoi concittadini, ma anche di molti incuriositi spettatori esterni, meravigliati da una giovane donna figlia della provincia, cresciuta e arricchitasi con il passare degli anni grazie ai suoi studi internazionali e diplomatici, al suo inglese quasi perfetto, al suo ufficio-studio di progettazione europea messo su assieme al dinamico marito Fabio Cavini.

Per questo Chiara Frontini è un personaggio così originale, che riassume in sé stessa il locale con il nazionale e oltre. Per questo, lei civica e non tenera con lo stantio sistema dei partiti tradizionali, è riuscita a far prevalere le sue parole d’ ordine e ha sepolto il vecchio e il furbesco preparandosi – per riportare la sua frase più fortunata – a realizzare “una nuova alba per Viterbo”. Una Viterbo proiettata verso il futuro, verso l’ Europa, verso il mondo, ma una Viterbo che non dimentica se stessa e le proprie radici. Buon lavoro, Chiara, prima sindaco donna di questa città che non sarà più dimenticata.

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