Chiede alla nuova compagna i soldi per separarsi: la donna si sente truffata e lo denuncia

I fatti sono avvenuti a Viterbo: lei è titolare di un’attività commerciale ben avviata; lui, all’epoca dei fatti, vigilantes e (non) separato.

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tribunale

VITERBO – Chiede soldi in prestito alla compagna, ma non li restituisce più. Lei si sente raggirata e lo denuncia. Uomo alla sbarra. Tutto è accaduto a Viterbo: lei è titolare di un’attività commerciale ben avviata; lui, vigilantes e separato di fatto, come le fa credere. Anzi, proprio per facilitare e velocizzare la separazione legale l’imputato chiede i soldi alla persona offesa (non costituitasi parte civile). La quale, ieri mattina, si è trovata davanti al giudice Giacomo Autizi, e ha raccontato i particolari della vicenda.
I fatti sono iniziati nel 2015, poco dopo che i due si mettessero insieme, e la denuncia della donna è avvenuta nel marzo di due anni fa: fu una sequela di richieste di denaro. “Io, per aiutarlo, gli diedi inizialmente 7mila euro. Che dovevano servirgli per la separazione”, ha detto in avvio di testimonianza la donna, stimolata dalle domande del pubblico ministero. “Ma poi mi accorsi che lui rimandava sempre l’incontro con l’avvocato per la separazione”. Inoltre, le richieste di denaro si facevano sempre più pressanti. Con le più varie motivazioni: “Per giustificare le sue richieste, mi diceva che i soldi gli servivano per un nuovo lavoro. Che però non arrivava mai. Al che, dopo progressivi pagamenti con la posta pay, mi stancai: capii che c’era il raggiro”.
Alla domanda del pm sulla quantità di soldi prestati all’ex compagno, la persona offesa ha risposto: “Oltre ai settemila euro iniziali, gli ho dato almeno altri 15mila euro. Per un totale di 22mila”. E ancora: “Ad agosto 2016 gli chiesi di restituirmi i soldi. Ma lui negò e da lì iniziai a mettere in conto di fargli querela”.
Dopo le domande della pubblica accusa, è stata la volta del legale difensore dell’imputato, assente in aula, che ha chiesto alla persona offesa se gli fece mai firmare un foglio di restituzione debiti. La risposta della donna è stata “no”.
Nella prossima udienza, fissata dal giudice per il 24 ottobre prossimo, sarà sentito l’imputato e dovrebbe arrivare la sentenza.

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