Intervista a Cristiano Guerrini, dello storico Bar Centrale di Viterbo: "Veniamo da una bella stagione lavorativa, ora anche ai nostri clienti viene a mancare qualcosa"

“Chiusura alle 18? Una bella mazzata, ma speriamo che il Governo ci venga incontro”

214

Nuovo Dpcm e chiusura anticipata di bar, pub e ristoranti alle 18: in tutta Italia si accendono manifestazioni di protesta dei lavoratori del settore, duramente provati dalle ultime restrizioni governative che, di fatto, costringeranno molti esercizi a un’inevitabile chiusura.

Anche a Viterbo c’è una certa preoccupazione da parte dei gestori delle attività, che dopo il lockdown hanno dovuto adeguare i propri locali alle normative e ora si ritrovano a poter svolgere servizio solo fino a metà pomeriggio.

I fratelli Cristiano e Ivan Guerrini, del Bar Centrale di Viterbo

Cristiano Guerrini, dello storico Bar Centrale di piazza del Comune, che gestisce insieme al fratello Ivan e alla madre, ha ammesso che, a seguito delle misure dell’ultimo Dpcm, il morale non è proprio altissimo. “Veniamo da una bella stagione dal punto di vista lavorativo – racconta Cristiano – quest’estate, con il fatto che solo in pochi sono partiti, la città è stata vissuta a pieno. Al centro c’è stato modo di fare un bel lavoro, ma adesso, dopo che già la chiusura a mezzanotte ci aveva penalizzato, c’è quella alle 18… ed è facile capire che è ancora peggio. Penso anche ai ristoranti e a chi lavorava soprattutto di sera, che ora si trovano costretti allo zero”.

Avete previsto un servizio di asporto dopo le 18?

“No, a quell’ora chiudiamo e finisce così, lavoriamo sulla colazione e per quello che riusciamo a fare per pranzo e nel pomeriggio”.

Quali misure avete adottato negli ultimi mesi per scongiurare il rischio di contagio nel vostro locale?

“Ci siamo organizzati con tavoli fuori, mentre all’interno è stata posta la segnaletica a terra per l’ingresso e l’uscita e le postazioni al banco per consumare, così che fosse tutto a norma. Cercavamo di favorire il lavoro soprattutto all’esterno, dato che era più arieggiato, con la possibilità di mettere i tavoli distanti. Adesso che la bella stagione ci sta lasciando però comincerà a essere difficile sotto quel punto di vista. Al momento stiamo anche ristrutturando la facciata del bar e cercheremo di ripristinare la struttura che c’era prima, magari posizionando delle luci riscaldanti. L’intento è di rendere l’esterno utilizzabile perché c’è più spazio a disposizione per garantire il distanziamento tra i clienti”.

Comunque, per usare un’eufemismo, le nuove regole hanno dato una “bella mazzata” alle attività della categoria…

“Sì, davvero una ‘bella mazzata’… Soprattutto perché se ripenso a un paio di mesi fa, il centro storico era bello, anche solo per fare una passeggiata, c’era gente dappertutto anche per il fatto che i locali potevano mettere i tavoli fuori, ce n’era per tutti”.

Come avete preso il fatto che, nonostante tutto il lavoro svolto per sistemare i locali e renderli a norma, il Governo abbia optato per la chiusura anticipata?

“So che dovrà uscire un decreto per i ristori per la nostra categoria, la più colpita, e sembra che ci debbano venire incontro da un punto di vista economico. Staremo a vedere. Dal punto di vista del lavoro questo è, e sarà così per questo mese almeno, ma ho la netta impressione che forse un altro mese sarà aggiunto successivamente. Speriamo di no, ma se ti dai un’occhiata intorno è quello che ti viene da pensare…

Parlando con altri amici, sempre nell’ambito della ristorazione, ma anche con i clienti fissi con i quali c’è più confidenza è emerso che anche per loro passare al bar e fare l’aperitivo era una routine, una parte della giornata piacevole che ora non si può più ripetere, è ovvio quindi che anche a loro viene a mancare qualcosa. Purtroppo le regole per ora sono queste, le rispettiamo sperando che in qualche modo il Governo ci venga incontro”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui