CHIUSURA DEL PARCO TERMALE DEL BAGNACCIO? IL CONSIGLIO DI STATO DÀ RAGIONE AL COMUNE

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Viterbo – Respinto il ricorso presentato al Consiglio di Stato dai proprietari del parco Termale del Bagnaccio, situato sulla Cassia, verso Marta, a circa 10 km da Viterbo, contro la demolizione di alcune opere considerate abusive dal Comune di Viterbo.

È stato pertanto revocato dal Comune l’affidamento della subconcessione delle acque termali del parco naturale.
Nei prossimi giorni si potrebbe anche procedere alla chiusura del Bagnaccio. Questo sarebbe certamente un grave colpo per il parco termale, che è visitato e frequentato da tantissimi turisti e molti viterbesi durante tutto l’anno.

Sono stati dunque rigettati dal Consiglio di Stato i ricorsi presentati da coloro che hanno in concessione il parco termale per la realizzazione di alcune opere di restyling perché considerate abusive.

Già il 26 maggio scorso la sentenza emessa aveva dato ragione al comune di Viterbo, ritenendo legittima la demolizione di alcune opere (fra le quali il parcheggio per auto e camper, il campo da bocce, la piscina con idromassaggio, il portico e i pergolati in legno) che sembra non avessero avuto l’autorizzazione paesaggistica per essere realizzate.

Non si è proceduto poi alla regolarizzazione e quindi sembra si sia deciso di procedere alla chiusura del parco termale oppure all’affidamento di un’altra subconcessione attraverso un nuovo bando, come chiesto dalla regione Lazio.

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