Ora l'amministrazione guarda avanti: si parte con la chiusura delle Zitelle, le ex Terme Inps e il restyling del parco della "callara"

“Chiusura del Pozzo San Valentino, abbiamo messo fine a una questione durata troppo tempo”

207
arena contardo

Chiusura del San Valentino, “una storia articolata che arriva a conclusione”, come l’ha definita il sindaco di Viterbo Giovanni Arena durante la conferenza stampa di ieri sul tema del termalismo.

Dopo un percorso lungo e non privo di difficoltà – iniziato nel 2014 – il Comune ha infatti ottenuto la possibilità di chiudere il pozzo, che in passato aveva determinato problemi di mancanza di acqua alla sorgente principale della “callara” del Bullicame. “A seguito delle molte polemiche e manifestazioni da parte delle rappresentanze dei cittadini, questo è veramente l’inizio di un’importante opera di riqualificazione che partirà a breve nella zona termale intorno alla caldaia principale. – ha annunciato il sindaco Arena – Ormai c’è possibilità di riempire tutte le vasche”.

Grande soddisfazione anche per l’assessore con delega al Termalismo Enrico Maria Contardo. “Alla fine abbiamo ritenuto che non servisse continuare con cause e ricorsi al Tar – ha dichiarato – ma che fosse necessario un progetto per la chiusura e i fondi dell’amministrazione per intervenire in danno. La Regione Lazio ci è stata di grande supporto in questa intenzione”. Due i passaggi fondamentali: il primo, la determina regionale del 27 luglio 2020 con cui l’ente ha approvato il progetto di chiusura del San Valentino; il secondo, la delibera di giunta comunale del 4 novembre 2020 con qui il Comune approvava il progetto in questione e stanziava eventuali 160 mila euro.

“Abbiamo incaricato l’Ingegner Trotta e siamo finalmente riusciti a mettere la parola ‘fine’ a una questione che durava da troppo tempo – ha spiegato Contardo – per noi questa era diventata una specie di partita a domino e solo con questa chiusura si potevano muovere le altre caselle”, che riguardano ad esempio le Zitelle e le ex Terme Inps. “Abbiamo già fatto un sopralluogo per arrivare alla chiusura delle Zitelle – ha aggiunto l’assessore – e stanziato ulteriori 220 mila euro”, mentre “mercoledì prossimo si terrà un incontro in videoconferenza con la Regione per proseguire sul discorso delle Terme Inps”.

Il dottor Monaco, dirigente del settore Termalismo, ha poi comunicato che l’amministrazione sta valutando qualcosa di innovativo “a livello di coinvolgimento sia pubblico che privato. Lo strumento è quello del contratto di falda termale – ha spiegato – che sarebbe il primo in tutta Italia ed è volto alla tutela della risorsa idrica, ma contestualmente anche al rilancio occupazionale ed economico di tutto il settore”. Una sorta di “alleanza pubblico e privato per la tutela dell’acqua, ma che la vede anche come risorsa occupazionale e di sviluppo”.

Un altro progetto importante riguarda il restyling del parco della “callara”. Su questo “siamo nella fase di risistemare i particolari, in modo da poter rendere fruibile anche quest’altra area – ha affermato Monaco – per cui abbiamo impegnato 120 mila euro. Speriamo che nell’arco di un mese o poco più la Sovrintendenza ci possa rispondere in modo da mettere a gara il progetto. Ci auguriamo che la primavera sia lo sbocciare di determinate altre situazioni”, ha concluso.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui