Chiusura pozzo S.Sisto: la Free Time replica duramente a Balletti. E annuncia denunce. L’ avv. Puri ci scrive

L'avv. Giuseppe Puri risponde alla lettera inviataci da Luca Belli riguardo la chiusura della Masse San Sisto

1893
Masse san sisto
A sx l'avv. Giuseppe Puri
“Direi che che la nota del sig. Balletti sovverte integralmente la realtà. La questione è di una banalissima quanto desolante verità. Le associazioni Le Masse, col concorso attivo di Balletti, sfruttano illegamente – in quanto privi della necessaria concessione regionale – una importante risorsa termale. Si giovano, sempre illegamente, di una gravissima omissione da parte di chi avrebbe dovuto sanzionarli ed interdirgli una attività palesemente illecita, come aveva ed ha chiesto per ben quattro volte (nel corso degli ultimi tre anni) la Regione Lazio; come è stato accertato dal NAS dei Carabinieri di Viterbo, dalla Polizia Locale, da una sentenza penale di condanna a carico dell’ ex- presidente dell’ Associazione e da una moltitudine ulteriore di documenti. Tale originaria illegalità è stata perpetuata nel tempo, anche successivamente all’ottenimento da parte della soc. Free Time della concessione esclusiva della risorsa termale in loco, anche sul pozzo s. Sisto illegamente utilizzato dai predetti soggetti. Inutile osservare, poiché documentale, che sin dal 2004 – da quando la Free Time ottenne il primo permesso di ricerca – la società del Balletti ha dichiarato pubblicamente di “fare le barricate contro la Free Time”. Promuovendo poi tre ricorsi al Tar, due al Consiglio di Stato, una indefinita serie di istanze di accesso agli atti, una innumerevole serie di esposti, tutte iniziative  immancabilmente respinte non solo in quanto infondate ma addirittura dichiarate improponibili. Dopodiché, ovviamente, Free Time ha chiesto giustizia all’ Autorità Giudiziaria per la tutela del diritto ad essa concesso, vista l’imbarazzante… empasse dell’ autorità amministrativa (la Regione per tali violazioni non possiede purtroppo un’ autorità coercitiva).
Cosicché prima un giudice monocratico – e poi un Collegio del Tribunale di Viterbo – hanno ordinato  ai Balletti ed alle Masse in via di urgenza di farla finita e di chiudere immediatamente. Ciononostante, siamo spettatori delle messe in scena con sit-in di protesta davanti al Tribunale e di altre attività colorate e non solo (che saranno presto al vaglio degli inquirenti) al fine di non ottemperare all’ordine giudiziario cautelare. La questione discussa ieri, e sollevata in modo dilatorio dal Balletti, é stata risolta con una perentoria ordinanza del giudice. Analogamente. L’ ulteriore istanza fissata per il 6 giugno ha la stessa natura, giacché – anche se per pura iperbole fosse seguita – determinerebbe che l’ attuazione di chiusura coercitiva sarebbe determinata dal giudice collegiale invece che da quello monocratico, poiché il cosiddetto giudicato cautelare non è sovvertibile se non da una sentenza che sarà resa nel pendente giudizio di merito che sarà risolto tra qualche anno. Sentenza che, visti i precedenti giudicati, pare difficile possa avere diverso contenuto di merito. Va poi evidenziato che il Balletti – che dice di essere stato così moderato – dopo la sequela di ricorsi sopra ricordati, recentissimamente ha proposto, decaduti i termini per ricorrere al Tar, due ricorsi straordinari al Capo dello Stato per fatti di natura di pretesa illegittimità urbanistica.
Ad oggi, stanti le dichiarazioni pubbliche (non ultime di ieri e di oggi) della parte avversa, vi è una conclamata pervicace volontà di non voler ottemperare all’ordine cautelare dato dal Tribunale civile. Tale condotta è specificamente prevista dal codice penale (art. 388, 2 comma,) come ipotesi di reato. Per questo, e per altri rilievi penali di diversa natura…connessi anche alla inaudita stasi pluriennale cui abbiamo assistito nonostante la palese illegalità dell’ attività condotta dalle parti avverse, addirittura favorita indirettamente, è in corso di presentazione una articolata e documentata denuncia presso la competente autorità inquirente.
Questi sono fatti del tutto documentati. Non aggiungo altro. Posso solo aggiungere che si possono comprendere, ma non condividere, i sit-in di chi manifesta per occupare senza titolo una casa non avendo un materasso su cui riposare, ma non chi manifesta per voler continuare a sollazzarsi al sole a spese di altri”.
avv. Giuseppe Puri 

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