La disfatta di Viterbo nella guerra della mondezza con Roma

Ci hanno fatto a pezzettini e deriso. Ma la colpa è anche dei nostri politici addormentati

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I particolari, i tristi particolari del misfatto, li avete letti nel puntuale articolo di Anna Maria Lupi, una vera coltellata alla schiena degli indifesi viterbesi. Nella guerra della “monnezza” romana e di altre zone del Lazio, siamo perdenti, sbaragliati, sepolti.

Il direttore Giovanni Masotti

Questo mio non è un editoriale, è un urlo di rabbia, è “un basta, ci avete rotto le palle”, è una bastonata sul groppone di chi se n’è fregato di noi – Roma Capitale e Regione – e di chi non ha saputo difenderci dall’ invasione dei maleodoranti mucchi di rifiuti romaneschi.

Si’, perché questa invasione continuerà: chissà quanto, termini dell’ ordinanza prorogati. È  qui che ci assale l’ indignazione. Totale. A 360 gradi. Contro chi si prende gioco di noi, la Regione di Zingaretti e la Roma della Raggi, ma anche contro chi avrebbe dovuto tutelarci a spada tratta, non permettere che si perpetuasse un delitto del genere, battere I pugni sul tavolo della trattativa  gridare e battere I piedi, organizzare manifestazioni e proteste. Senza paura e senza collusioni di sorta.

Invece no. Non c’è stata questa reazione salvifica. Qualche frase a effetto, qualche roboante intervista. Punto e basta. E Viterbo continua nel silenzio degli innocenti ad essere la pattumiera di Roma. Uno scandalo. Uno schifo. Un maledetto imbroglio contro di noi. Di cui è colpevole anche la nostra dormiente classe politica.

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