L'assessora con delega alla fauna selvatica vuole accelerare "perché in alcune zone la situazione è grave"

Cinghiali a spasso per la città, Salcini: “Le gabbie di cattura unica soluzione nelle aree urbane”

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La problematica dei cinghiali che ‘pascolano’ nel centro urbano di Viterbo è diventata un fenomeno preoccupante.

Il periodo di lockdown – l’assenza di persone in giro e la crescita incolta della vegetazione – ha di fatto favorito un habitat di cui gli ungulati si sono impossessati. E se prima gli avvistamenti era per lo più relegati alle ore serali, ora invece tra giorno e notte non c’è alcuna differenza.

E i cittadini chiedono al Comune di intervenire.

Ma come, cosa si sta facendo?

Lo abbiamo chiesto all’assessore all’Agricoltura Ludovica Salcini, delegata dal sindaco Arena anche alla fauna selvatica.

“Abbiamo partecipato a delle riunioni sia con il prefetto Bruno che con l’assessore regionale all’Agricoltura Enrica Onorati per chiedere, insieme agli altri Comuni della Tuscia, di allungare la stagione venatoria e una battuta di caccia straordinaria. Però di fatto nessun ampliamento del periodo venatorio e comunque nei centri urbani non è possibile cacciare. Come suggerito dalla Onorati mi sono relazionata con l’Atc (ambito territoriale caccia) ma, nonostante la disponibilità del personale, nelle zone urbane non si può intervenire”.

Si è cercata quindi una soluzione a livello locale durante una riunione “a cui ho preso parte insieme al dirigente comunale all’Ambiente Monaco, al comandante della Polizia locale Vinciotti e a Valentino Gasparri, sindaco di Lubriano e responsabile della Polizia provinciale. Gasparri ha consigliato innanzitutto di tenere pulite le zone interessate, tagliando l’erba alta, e poi di posizionare gabbie di cattura a norma nelle aree più frequentate dai cinghiali. Altre soluzioni a oggi non ci sono”.

Il fenomeno sarebbe, in teoria, di competenza regionale ma diventa a carico dell’amministrazione comunale quando la problematica riguarda l’area urbana.

Gli uffici comunali stanno attualmente verificando quale sia la procedura più idonea, se con avviso pubblico o meno, per dotarsi delle gabbie di cattura.

“Dallo scorso venerdì si sta lavorando a questo. Spero entro fine settimana si possa avere un quadro più completo”.

E una volta catturati, cosa succede agli ungulati?

“La stessa azienda che si occupa della cattura – precisa la Salcini – li prende in carico per riportarli nel parco”.

Si stima che complessivamente sul territorio si aggirino una settantina di capi, anche se nelle ultime settimane – nei distretti ricadenti sotto l’Atc Tuscia Sud – ne sono stati abbattuti 25.

Di certo per quanto riguarda Viterbo, l’assessora Salcini assicura “la situazione va affrontata quanto prima viste le segnalazioni di persone che non riescono a uscire di casa perché sotto stazionano cinghiali”.

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