Cinquant’anni dopo il terremoto, Tuscania non dimentica

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Foto: Fb Ricordi Tuscanesi
Era un sabato di cinquant’anni fa, il 6 febbraio 1971, quando a Tuscania arrivò la paura.
Un boato ed una prima violenta scossa di terremoto di 4,46 di  magnitudo (ottavo grado della scala Mercalli) squassò la terra e gli animi.
L’orologio di porta del Poggio a Tuscania che si ferma alle ore 19,09.
Alle 22,25 la seconda, di magnitudo 3,56, finisce di radere al suolo completamente il centro storico dentro le mura.
Le case, prive di fondamenta, si accartocciano su se stesse, i cittadini, spaventati, si riversano nelle strade urlanti ed iniziano a scappare in preda alla disperazione.
Lamenti, grida, lacrime e polvere ovunque: uno scenario apocalittico si presenta davanti ai primi soccorritori che giungono da Viterbo, dove è arrivata la violenza sotterranea del terremoto.
Si scava a mani nude, tra le macerie, per recuperare bambini piangenti e famiglie sorprese nel sonno.
Una catena di solidarietà impressionante si mette in moto da tutto il Paese, colpito nell’anima dalle immagini devastanti del sisma.
Alla fine gli sfollati furono più di quattromila, trentuno i morti.Oggi, a distanza di mezzo secolo, sempre di sabato,  Tuscania ricorda quei tragici momenti che hanno cambiato per sempre il destino della città.

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Terremoto Tuscania – Archivio Istituto Luce

Le celebrazioni, iniziate ieri, avranno come momento culminante il ricordo dell’attimo esatto della scossa, alle ore 19.09.

 

Oggi  si succederanno lungo tutta la giornata una serie di iniziative ed eventi volti a commemorare l’anniversario.

Nella mattinata l’Amministrazione Comunale di Tuscania, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti delle associazioni, deporrà una corona di fiori ai piedi della lapide dedicata alle vittime del terremoto, cui seguirà un omaggio ai luoghi del ricordo dell’evento, disseminati in diversi punti della cittadina.

Sarà un momento di grande commozione, accompagnato da eventi online, come il ricordo, promosso dal Masci-Tuscania, del fondatore del gruppo scout tuscanese, Sandro Mancini, deceduto a causa del sisma e dall’installazione di foto storiche, concesse dall’archivio “Marco Quarantotti”, in via Roma.

Nel pomeriggio, alle ore 17.30 presso la Cattedrale di San Giacomo, sarà celebrata da S.E. R. Mons. Lino Fumagalli, la santa messa in ricordo delle vittime, cui parteciperanno le autorità civili e militari e le associazioni.

La celebrazione religiosa sarà trasmessa in diretta Facebook.

Lungo le vie del centro storico saranno accese, in prossimità dei principali monumenti e punti di interesse, delle fiaccole, mentre sulla Torre di Lavello sarà proiettato un video con immagini storiche del sisma.

Alle ore 18.50 in Piazza Basile si svolgerà la celebrazione conclusiva, alla presenza delle sole autorità civili, militari e religiose e dei rappresentanti delle associazioni, che culmineranno alle ore 19.09 con il ricordo del momento esatto della scossa.

In un’atmosfera commovente, sarà suonato il “silenzio”, verrà oscurato il centro storico e suoneranno per alcuni minuti le sirene di allarme e le campane di tutte le chiese di Tuscania.

Una celebrazione autentica, che ha lo scopo di riunire l’intera comunità tuscanese nella memoria di un momento di dolore e che terminerà con il discorso conclusivo del sindaco Fabio Bartolacci.

Lo scopo del comitato promotore, coordinato da Alessandro Tizi, Gabriele Pierantozzi e Federico Costantini, è quello di riunire in un anno intero il ricordo di un momento che ha segnato l’intera storia moderna di Tuscania, ma anche quello di gettare le fondamenta di una nuova rinascita, su solide fondamenta come quelle della grande opera di ricostruzione post-sisma.

Tutte le celebrazioni saranno in modalità virtuale, a causa dell’emergenza in essere, ma l’intera cittadinanza ricorderà l’evento, con semplici ma significativi gesti durante la giornata del 6 febbraio.

 

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