Città deserte a Ferragosto? Lontano ricordo degli anni sessanta. Questa settimana più di 80 attività “terranno in vita” Viterbo

Oggi è tutto cambiato. Abbiamo imparato a scaglionare le vacanze. Gli esodi degli anni 60 non ci sono più. Proprio perché non abbiamo mai tempo e andiamo sempre di corsa siamo diventati molto più esigenti

515
Viterbo-piazza-del-comune

Domani è Ferragosto. Vi risparmio l’ennesima spiegazione sull’origine latina della festività – Feriae Augusti – che comunque è sempre interessante andare a ripescare on line, perché è una di quelle cose che leggi mille volte e mille volte te la dimentichi.

Mi soffermo invece sull’immagine che è diventata un’icona, quella sì indimenticabile, della Roma completamente deserta, immortalata da Dino Risi ne “Il sorpasso” (1962 ).

Il Ferragosto degli anni del boom economico era così. Le città improvvisamente abbandonate e senza traffico svelavano un loro particolare fascino. Alcuni, sicuramente un po’ snob, si facevano un titolo di merito a restarsene in città per godersi quel paesaggio alla De Chirico, con i palazzi sigillati, le strade senza vita, la calura d’agosto che non era come quella di oggi, ma consentiva tuttavia al poeta nostro conterraneo, Vincenzo Cardarelli , di scrivere che d’estate si stava “come in un acquario”. Per dire che tutto sembrava ovattato, fermo, silenzioso.

piazza del gesù viterbo
Piazza del Gesù, nel cuore di Viterbo. Foto di Diego Galli

Per la verità in quegli anni nessuno si lamentava che per Ferragosto le città chiudessero. Con l’esodo di massa ferragostano si consumava un rito collettivo della incipiente società dei consumi, a cui tutti partecipavano con entusiasmo, alla ricerca ogni anno di battere il record di partenze dell’anno precedente. Poi la sera godevano un mondo a sentirselo raccontare dai telegiornali. L’ “esodo biblico” dalle città, le file interminabili dentro le macchine infuocate ( che allora non avevano l’aria condizionata ) erano dei must che dovevano essere religiosamente rispettati. Erano il segno del progresso, del benessere che circolava a piene mani.

Più le città erano deserte, più era buffo rivedersele in televisione così trasfigurate. Nessuna protesta né dei turisti né dei pochi che restavano in città. L’arte dell’arrangiarsi era ancora molto diffusa. In fondo il ricordo della guerra era ancora recente. Figurarsi se ci si lamentava perché il fornaio era chiuso. L’abitudine di mettere da parte, di fare scorta era ancora diffusa. E poi la maggior parte, anche se per un giorno solo, andava fuori porta con le utilitarie cariche di provviste e zeppe di passeggeri.

Oggi è tutto cambiato. Abbiamo imparato a scaglionare le vacanze. Gli esodi degli anni 60 non ci sono più. Proprio perché non abbiamo mai tempo e andiamo sempre di corsa siamo diventati molto più esigenti. Quello che negli anni 60 era tutto sommato divertente adesso risulta insopportabile. Ed ė assolutamente giusto che sia così, ci mancherebbe!

Anche a Ferragosto, dunque, le città devono restare aperte. Per i turisti, per i tanti residenti che non lasciano la città. In particolare a Viterbo, sennò qualcuno si sveglia e dice che Viterbo è una città morta, che ci vivono gli zombie, che fa fuggire i turisti ( anche se il turismo è una voce con una crescita percentuale a due cifre), dove si invecchia anzitempo.

viterbo-mancini-centroTutte queste critiche, a volte anche ingenerose, hanno avuto il merito di far drizzare le antenne all’Amministrazione Comunale, che ha predisposto quest’anno un piano per “VITERBO APERTA A FERRAGOSTO”. Saranno ben 80 tra bar e ristoranti le strutture aperte in questi giorni, soprattutto nel centro storico, ma non solo. “Ringrazio i commercianti per la collaborazione e la disponibilità“ dichiara l’assessore allo Sviluppo Alessia Mancini in un comunicato, “Tutta la città è coperta da un numero congruo di bar e ristoranti, aperti peraltro in diverse fasce di orario”.

Addio allora alla città deserta stile “Il sorpasso”! Viterbo resterà aperta per ferie. Vedremo se sarà davvero così. In caso affermativo si tratterà di un indubbio successo dell’Amministrazione. Ma anche gli irriducibili criticoni, per i quali è sempre tutto sbagliato e tutto da rifare, potranno cantare vittoria: almeno a Ferragosto, VIterbo non sarà affatto una città morta.

Di seguito il comunicato del Comune con l’elenco degli esercizi aperti a Ferragosto:

https://www.comune.viterbo.it/viterbo/index.php/news/2423-viterbo-aperta-a-ferragosto?server=1

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui