Prima giornata tra parole e sociale, studenti e grande musica

Civita Bagnoregio, confrontarsi per capire. La violenza contro le donne. L’incanto di un pianoforte

Dopo l’entusiasmante mattinata con i ragazzi dell’Istituto onnicomprensivo “Fratelli  Agosti” di Bagnoregio,  il Festival “La parola che non muore” nel pomeriggio di ieri si è trasferito nella sala conferenze di Palazzo Alemanni a Civita di Bagnoregio

585

Dopo l’entusiasmante mattinata con i ragazzi (in gamba davvero) dell’Istituto onnicomprensivo “Fratelli  Agosti” di Bagnoregio,  il Festival “La parola che non muore” nel pomeriggio di ieri si è trasferito nelle sale di Palazzo Alemanni a Civita di Bagnoregio.

Il Sindaco di Bagnoregio Luca Profili

A fare gli onori di casa il giovane primo cittadino Luca Profili di ritorno dal WTE – Salone Mondiale del Turismo – di palazzo Venezia a Roma, dove Civita (insieme a Amatrice e Subiaco) è presente in qualità di candidata al titolo di sito UNESCO “Patrimonio dell’umanità”.

“Una città non si misura dalla sua lunghezza e dalla sua larghezza,  ma dall’ampiezza della sua visione e dall’altezza dei suoi sogni”. Il sindaco Profili ci presenta il suo straordinario borgo sospeso nel cielo attraverso le famose parole del grande giornalista americano Herb Caen. “Salvare Civita è come salvare le parole. Avere portato il Festival e il suo messaggio nelle scuole del nostro paese è qualcosa che mi rende particolarmente felice – sottolinea Profili – e mi onora condividere il Festival, grazie a Massimo Arcangeli, con altre città e con altri festival gemellati con il nostro di Civita di Bagnoregio.”

Ricorda come Civita dai 40.000 visitatori di dieci anni fa sia passata al milione, centrando la sua missione sul tema forte della salvaguardia dell’ambiente e della sua stessa sopravvivenza, sovvertendo un destino che sembrava condannare il borgo all’inesistenza. Il prossimo importante obiettivo è quello di rendere il Comune un luogo “plastic free”.

Il prof. Arcangeli con Elena Romanelli e Maria Antonietta Rositani
Il prof. Arcangeli con Elena Romanelli e Maria Antonietta Rositani

Il pomeriggio del Festival prosegue a ritmo tambureggiante. Si parla di giallistica e di Leonardo da Vinci – di cui quest’anno si celebrano i 500 anni dalla morte – maestro in tutti i campi dello scibile umano compresa la tecnica di scrittura del giallo, insuperabile nel dire e non dire, nel disseminare indizi senza però rivelare subito la soluzione.

Sull’altro tema del Festival – la differenza – partendo dal suo  romanzo “Mia”, l’autrice Elena Romanelli sviluppa  la complessa questione dell’integrazione maschile-femminile, sia nella personalità degli individui che nelle loro relazioni interpersonali.

Il rapporto maschile-femminile è il protagonista anche del confronto tra la criminologa e pedagogista Loretta Ubaldi e l’avvocato Mariateresa Moschini, donna impegnata nel sociale, molto conosciuta nella Tuscia come Messaggera di LUX ROSAE e presidente del Lions Club di Montefiascone. Ha condotto e animato alla sua maniera il confronto Giovanni Masotti, direttore di La mia Città News, giornalista storico della nostra televisione, ma anche  presente sulla carta stampata.

“Perché questo preoccupante aumento negli ultimi anni dei casi di violenza sulle donne che ci lascia sbigottiti e come disarmati?“ chiede Masotti. Le risposte che vengono sono complesse, e riguardano in primo luogo i grandi cambiamenti sociali e culturali che hanno attraversato il paese.

“La nostra società si è profondamente trasformata, sia  sociologicamente che storicamente” spiega Loretta Ubaldi.

“La famiglia è molto cambiata e il legislatore è intervenuto con forza, anche se in ritardo rispetto a questi fenomeni, sul diritto familiare, il matrimonio, il riconoscimento e la tutela dei figli naturali” conferma l’avvocato Moschini. ”Con la crescita dell’indipendenza economica della donna il matrimonio è divenuto più fragile e le famiglie, anche quelle al di fuori del matrimonio, sono più esposte al rischio di una rottura.”

“Gli individui oggi sono liberi di scegliere, di dire di no. Ma questa libertà, che riguarda in primo luogo la donna, non è stata ancora metabolizzata dalla nostra cultura” aggiunge Ubaldi. ”Manca una sufficiente riorganizzazione cognitiva dei cambiamenti intercorsi, che hanno messo in crisi gli equilibri preesistenti. La violenza è figlia della “slatentizzazione”, dell’ affiorare della rabbia e della conflittualità che esplodono senza controllo.”

E la soluzione, chiede allora Masotti? C’è una soluzione possibile?

“La soluzione” risponde Loretta Ubaldi, ”sta nell’educazione, nell’ impegnarsi a fondo a far maturare dentro le coscienze e la cultura sociale la presa d’atto del cambiamento. Il lavoro nelle scuole diventa fondamentale, anche al livello delle parole. Imparare – per esempio – che il contrasto è cosa ben diversa dal conflitto: quando non si discute più, quando regna un rancore interno permanente.”

Poi i dati di “Ritratti di donne violate”, una ricerca della sociologa Giulia Cingolani. Ve ne indichiamo soltanto uno, ma molto allarmante: 86 i femminicidi nel 2017, 113 nel 2018. Attendiamo davvero con ansia quelli del 2019.

Mariangela Vacatello

Ma il gran finale della giornata, quando ormai era calata la sera sul meraviglioso scenario di Civita Bagnoregio, è stata la performance pianistica di Mariangela Vacatello, che ha incantato il pubblico presente.

Giovanni Masotti, consegnandole il prestigioso premio Visioni, l’ha definita un “orgoglio nazionale”. E l’esibizione della giovane artista napoletana ha fatto perfettamente capire il perché del suo crescente successo internazionale. Una prova in cui le straordinarie capacità tecniche di Mariangela si sono fuse con il pathos di una interpretazione emozionante e coinvolgente. Ha suonato pezzi di genere assai diverso, lontani sia storicamente che geograficamente. Listz, Chopin e una travolgente Danza argentina.

La premiazione

“Che cosa desideri di più per il tuo futuro” le ha chiesto Masotti. “Il mio sogno è suonare, suonare per sempre, finché la vita me lo permetterà.”

Oggi seconda giornata a Civita, pomeridiana e serale, che si concluderà con la lettura del Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, ad opera degli studenti del Liceo Scientifico, Classico, Scienze Applicate e Linguistico “Don Carlo La Mura” di Angri, provincia di Salerno. Un contributo di entusiasmo e di voglia di apprendere,  il loro.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui