Civita Castellana, clamorosa protesta delle mamme: “Rivogliamo la nostra scuola!”

Le mamme della scuola primaria “Gianni Rodari” sono in subbuglio. Rivogliono la loro scuola, chiusa ormai da anni.

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Le mamme della scuola primaria “Gianni Rodari” sono in subbuglio. Rivogliono la loro scuola, chiusa ormai da anni. Per questo motivo, stanche di aspettare e deluse dalle tante chiacchiere inconcludenti, hanno messo in atto una clamorosa quanto plateale protesta, affiggendo alcuni striscioni sia sul cancello d’ ingresso della vecchia scuola e sia lungo l’inferriata della sede dell’ex-Tribunale dove momentaneamente (?) sono state dislocate le classi dei bambini.

Le frasi che campeggiano sugli striscioni sono significative: “Rivogliamo la nostra scuola!”, Basta con le promesse, vogliamo i fatti”, “Siamo stanchi, vogliamo tornare qui alla Rodari”. Negli ultimi cinque anni il plesso della “ Gianni Rodari”, un tempo fiore all’occhiello del panorama scolastico civitonico, ha vissuto vicende molto travagliate.

La scuola ha subito una prima chiusura nel 2013 per problemi alle fondazioni causate da forti perdite d’acqua poi risolti. Il plesso venne riaperto in una sua parte. Tutto sembrava risolto, ma non fu così. Ci si accorse infatti che l’ala destra dell’edificio, ad una analisi del calcestruzzo, presentava delle anomalie.

Così il sindaco Angelelli, ”a salvaguardia di tutti i bambini”, decise nell’aprile del 2015 di chiudere l’ istituto per la seconda volta. Da allora alunni e docenti sono stati trasferiti nei locali dell’ex-Tribunale in attesa della riapertura del plesso originario che tarda però a riaprire tra il disappunto delle famiglie degli studenti.

Durante una recente riunione l’amministrazione comunale ha comunicato l’aggiudicazione del secondo stralcio dei lavori di ristrutturazione e di messa a norma della scuola “Gianni Rodari”. La ditta vincitrice dell’appalto è locale. Per completare il progetto occorreranno almeno sei mesi.

“ Ma – chiedono le mamme – inizieranno davvero questi lavori? Il plesso scolastico sarà pronto per l’inizio del prossimo anno scolastico, oppure per il mese di gennaio 2020?”. I genitori sono preoccupati. “La futura classe prima- concludono – è numerosa. E le aule del Tribunale non sono ampie. Noi rivogliamo la nostra scuola, con i suoi spazi funzionali e veramente scolastici!”.

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