Civitavecchia, 5S contro Pd: “Apre ai rifiuti di Roma con il sì a un mastodontico impianto di trattamento!”

"Sull'emergenza rifiuti e il Pd difende l'indifendibile Zingaretti, colpevole non tanto di aver emesso l'ordinanza che spedisce i rifiuti di Roma a Civitavecchia"

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“Finalmente il PD locale, dopo ben quattro giorni di letargo, si sveglia sull’emergenza rifiuti e lo fa nel peggiore dei modi e cioè difendendo l’indifendibile Zingaretti, colpevole non tanto di aver emesso l’ordinanza che spedisce i rifiuti di Roma a Civitavecchia, quanto di non essere stato capace in sei anni di approvare il piano dei rifiuti regionale”. L’attacco è del gruppo consiliare del Movimento 5 stelle, che po rincara la dose. “In fondo dal PD non ci aspettavamo molto di meglio di questo misero scaricabarile – aggiungono i grillini – ma il massimo lo raggiunge con la soluzione al problema: riesumare un progetto “che giace da tempo, nei cassetti del Comune” di un impianto di preselezione dei rifiuti, un tritovagliatore fuori legge per la normativa comunitaria e italiana e che venne ritirato dallo stesso proponente dopo le osservazioni dell’Amministrazione Cozzolino, la quale in alternativa propose di realizzare un impianto a norma e che fosse dimensionato per le esigenze del comprensorio stimate allora per circa 40.000 tonnellate all’anno, proposta reiterata qualche tempo dopo al tavolo dei sindaci sull’emergenza rifiuti che si tenne a Tolfa. Purtroppo il proprietario della MAD rifiutò sostenendo che l’impianto doveva essere almeno da 100.000 tonnellate, altrimenti l’investimento non era sostenibile. È chiaro che un impianto di tali dimensioni rappresenta la migliore premessa per far arrivare i rifiuti da fuori, mentre per quanto ci riguarda, considerando che con il porta a porta spinto si può arrivare a produrre anche molto meno di 10.000 tonnellate all’anno, l’unica soluzione è realizzare un impianto di piccole dimensioni grazie al quale poter conferire nell’attuale discarica per i prossimi 15-20 anni. Se ciò non è possibile – concludono D’Antò, Lucernoni e D’Ambrosio – è meglio lasciar esaurire l’invaso e continuare a conferire quel poco che produciamo altrove, piuttosto che diventare la pattumiera di Roma”.

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