Civitavecchia, continuano le indagini sul porto. Difese già al lavoro

«Per ricostruire ogni aspetto della vicenda e per acquisire tutta la documentazione utile - hanno spiegato i legali - per dimostrare con ancora più convinzione l’assoluta correttezza delle procedure e la completa estraneità ai fatti contestati»

124
civitavecchia banchina porto

Dai nostri partner di Civonline, il quotidiano telematico dell’etruria

Aria tesa a Molo Vespucci, dopo la visita dei militari della Guardia di Finanza. Silenzio e nervosismo nei corridoi e nelle stanze dell’ente dove le fiamme gialle, giovedì, sono rimaste fino a tarda serata, acquisendo documenti, copiando file, passando al setaccio smartphone, computer autovetture e dispositivi in uso al presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo, al segretario Roberta Macii e ad un dirigente. Le perquisizioni, anche domiciliari, sono state disposte dal sostituto procuratore Alessandro Gentile nell’ambito dell’inchiesta per turbativa d’asta legata alla futura realizzazione del marina yachting al porto storico. Oltre a Di Majo e Macii, infatti, risultano indagati anche i fratelli Guido ed Edgardo Azzopardi, rappresentanti della società selezionata per mettere in opera in progetto. Le indagini vanno avanti, con il dottor Gentile che attenderà la relazione della Guardia di Finanza sugli esiti delle perquisizioni, giudicate dalla Procura stessa “indispensabili non essendo in altro modo acquisibile la fonte di prova”.

Nel frattempo anche le difese, rappresentate dagli avvocati Lorenzo Mereu per i vertici dell’Authority e Andrea Miroli per i fratelli Azzopardi, sono al lavoro «per ricostruire ogni aspetto della vicenda e per acquisire tutta la documentazione utile – hanno spiegato i legali – per dimostrare con ancora più convinzione l’assoluta correttezza delle procedure e la completa estraneità ai fatti contestati». Una volta ricostruito il quadro nel dettaglio verranno presentate delle memorie difensive. Con i quattro indagati che si sono detti disponibili anche ad essere ascoltati dal magistrato per chiarire ogni aspetto della vicenda. «Come già detto – ha aggiunto l’avvocato Mereu – siamo a disposizione delle autorità inquirenti per chiarire la questione. In particolare, in merito alle assenze alla conferenza dei servizi del presidente Di Majo, ribadiamo che sono state tutte giustificate tecnicamente e giuridicamente». La Procura, nelle scorse settimane, ha già ascoltato come persona informata dei fatti l’ex sindaco Antonio Cozzolino, presidente della conferenza dei servizi alla quale hanno preso parte, tra gli altri, anche Capitaneria di porto, Regione Lazio o Agenzia delle Dogane. Ma l’attenzione della Procura è da tempo focalizzata su Molo Vespucci.

È infatti il dottor Roberto Savelli a coordinare un’altra inchiesta, aperta da tempo ed affidata alla Polizia di frontiera, nata a quanto pare da una denuncia presentata dall’ex amministratore unico della Pas Umberto Saccone. Indagini volte a verificare ogni aspetto legato alla società controllata al 100% dall’Autorità di sistema portuale e che si occupa di garantire la sicurezza nei tre porti del network; aspetti legati ad assunzioni, consulenze, pagamenti effettuati negli ultimi anni. Come persone informate dei fatti sono già stati ascoltati i vertici stessi di Molo Vespucci, oltre agli stessi dipendenti della società. Vertici, oggi, nell’occhio del ciclone.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui