Civitavecchia, è “game over” per la camera iperbarica del porto

La camera iperbarica del porto di Civitavecchia verrà smantellata. Lo ha deciso l'Autorità portuale

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Game over per la camera iperbarica a Civitavecchia. A dare l’amaro annuncio è stato il presidente dell’associazione di volontari “Francesco Forno” che dal 1998 al 2005 gestì per conto dell’Autorità portuale la struttura, salvando decine di vite. “La camera iperbarica e la struttura che la contiene – spiega Gianfranco Forno – sarà smontata, pezzo per pezzo e tutti i componenti saranno portati via e conservati in attesa di un eventuale compratore. La decisione è stata presa dal presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo e dalla segretaria Roberta Macii che scrivono la parola fine alla richiesta di riapertura. Richiesta fatta dalla nostra associazione nel 2016 e nel 2018 al presidente e nel 2017 alla segretaria generale. Una decisione assunta con la motivazione che la struttura iperbarica – aggiunge Forno – non può restare nell’area demaniale portuale, indicata proprio in funzione della riapertura, accanto alla via Aurelia per poter soddisfare le esigenze dell’utenza, su progetto dell’allora Segretario Generale Maurizio Ievolella”. Forno ricorda come la camera iperbarica smise di funzionare nel 2005, quando per consentire i lavori di ampliamento dello scalo venne smontata e dopo 4 anni riposizionata dove si trova oggi per tornare in funzione nel 2010. “Ma fu solo nel 2015 che l’allora presidente dell’Authority Paqualino Monti riprese i contatti con Regione e Asl giungendo quasi ad un accordo per la riapertura immediata. La nomina a presidente di Francesco Maria di Majo, interessato della problematica con una pec, ha portato al silenzio assoluto, malgrado un sollecito ad ottobre 2018 ed un incontro, nel novembre 2017, presso l’ufficio del sindaco Cozzolino al quale è seguito il nulla, e nonostante il Consiglio Comunale di Civitavecchia abbia approvato alla unanimità, lo scorso anno un ordine del giorno per la riapertura della camera iperbarica”. Oggi, nel Lazio, è funzionante solamente la struttura all’interno del Policlinico Umberto I di Roma, avendo le altre tre strutture esistenti chiuso i battenti (quella del Gemelli, il Centro Iperbarico Romano e la struttura di Latina).

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