Civitavecchia, lo sciopero sindacale blocca il porto

Ha preso il via a mezzanotte la protesta nazionale indetta da Filt Cgil, Fit Cisl e Uli Trasporti contro l’autoproduzione. Garantiti solo i servizi essenziali nello scalo

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Porto fermo a Civitavecchia per lo sciopero nazionale indetto dai sindacati confederali contro l’autoproduzione. Dalla mezzanotte i portuali hanno incrociato le braccia per dire no alla possibilità che hanno gli armatori di effettuare le operazioni di carico e scarico nei vari scali utilizzando il proprio personale di bordo, senza rivolgersi alla manodopera specializzata. Dalle prime stime fatte da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, si parla di un’adesione massiccia che potrebbe sfiorare a fine giornata anche il 100%. Alla protesta aderiscono infatti anche le società di servizi dello scalo, le imprese articolo 16 e 17, e gli stessi dipendenti dell’Autorità di sistema portuale.
Porto fermo dunque per l’intera giornata (la protesta termina alla mezzanotte di oggi) anche se come previsto dall’articolo 49 del Contratto nazionale dei lavoratori portuali, saranno comunque garantiti una serie di servizi considerati essenziali. Assicurato lo sbarco dei passeggeri con auto al seguito e mezzi commerciali con autisti, così come le operazioni di imbarco e sbarco dei mezzi commerciali non autonomi dalle navi in arrivo e partenza dallo scalo, ma solo limitatamente a mezzi militari; merci deperibili; trasporto di animali vivi; trasporti di medicinali e trasporto ammalati.
Dalle 10 alle 13 i lavoratori in sciopero si riuniranno in un sit in sotto la sede dell’Autorità di sistema portuale.

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