“Classi pollaio”, la preside dell’Orioli Pachella: “Rispondiamo con potenziamento docenti e classi articolate”

Abbiamo chiesto alla preside dell'Orioli Simonetta Pachella quali misure adotterà rispetto al problema delle "classi pollaio

108
orioli

Aule delle scuole sovraffollate, che arrivano a contare fino a 40 alunni. Il fenomeno delle cosiddette “classi pollaio” nelle scuole di Viterbo è diventata – purtroppo – una realtà meno rara di quanto si possa pensare. Lo sa bene la preside dell’istituto F.Orioli di Viterbo, Simonetta Pachella, alla quale abbiamo chiesto quali misure intenda adottare in vista dell’imminente inizio dell’anno scolastico.

“Il fenomeno delle ‘classi pollaio’ all’Orioli – spiega la preside Pachella – nasce fondamentalmente per un motivo: le iscrizioni per l’anno scolastico successivo vanno effettuate entro febbraio, ma accade che la maggior parte degli alunni si iscrivono nei mesi successivi. E noi, come istituto, teniamo ad accogliere tutti”.
Il perché delle iscrizioni dopo la data limite? “Molti ragazzi che arrivano all’Orioli provengono da altre scuole – ha spiegato la Pachella – magari dopo essersi resi conto di non aver scelto la strada che fa per loro. E così ci ritroviamo con classi di 38 o addirittura 42 alunni”.

La dirigente ha chiarito che l’obiettivo principale dell’istituto Orioli è quello di accogliere nel migliore dei modi i ragazzi. “Vogliamo che tutti si sentano a proprio agio quando mettono piede nella nostra struttura – ha detto la Pachella – che si sentano accettati. Poi, per il problema del sovraffollamento, sappiamo come agire”. Principalmente, ha spiegato la preside, la questione si risolve in due modi. “Come prima cosa sfruttiamo il potenziamento dei docenti ereditato dalla ‘Buona Scuola’ di Renzi per far fronte alla carenza di personale nelle classi. Poi, ricorriamo alle ‘classi articolate’. Vale a dire, si mettono insieme due classi con indirizzi di studio diversi – ha spiegato la Pachella – durante le ore in cui hanno materie comuni. Solitamente si tratta di classi poco affollate, in modo che da due ne esca fuori una di numero consistente”.

“Noi italiani abbiamo una caratteristica che ci contraddistingue – ha concluso la preside – e la definiamo ‘arte di arrangiarsi’. Con questa, insieme a tanta buona volontà, dirigenti e insegnanti possono compiere miracoli”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui