Tramite un’ordinanza notturna, Zingaretti proroga l’invio dei rifiuti a Viterbo fino al 30 giugno, eppure il suo assessore aveva rassicurato Arena che la proroga sarebbe stata fino al 27 aprile. Il centrodestra canzonato chiede il commissariamento della Regione

Col favore delle tenebre Zinga inonda di spazzatura Viterbo: inizia la “guerra della monnezza”

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Una bella sòla quella tirata da Nicola Zingaretti al sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena. Solo l’altro ieri, l’assessore Valeriani (fedelissimo di Zinga) aveva rassicurato il nostro primo cittadino che ci sarebbe stata una proroga all’invio dei rifiuti nella Città dei Papi fino al 27 aprile, “soli” sei giorni più tardi della scadenza prevista dalle ordinanze regionali. Peccato che, poche ore dopo, non sia uscita in tarda serata una nuova ordinanza targata Zingaretti nella quale si annunciava che a Viterbo continueranno ad arrivare 200 tonnellate al giorno da Latina e Frosinone fino al 30 giugno. La bellezza di 71 giorni per un totale di più di 14mila tonnellate di spazzatura.

Così, con il favore delle tenebre, Zinga ha ufficialmente dato il via alla “guerra della monnezza”. Arena, praticamente canzonato dal Pd, si è letteralmente imbestialito. Il senatore leghista Umberto Fusco, anche lui furioso, ha radunato i suoi per scendere in piazza – o meglio, davanti alla discarica di Monterazzano – per chiedere il commissariamento della Regione. Anche Luigi Buzzi, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo dei Priori, ha chiesto alla Giunta Arena di affilare i tacchetti ed entrare duramente in tackle.

Non condivide affatto la decisione di Zingaretti nemmeno Luisa Ciambella (consigliera viterbese in quota Pd ma in aperto contrasto con i vertici viterbesi), che chiede di difendere il territorio. A quanto pare, anche questa volta Zingaretti sembra aver optato per una scelta davvero scriteriata. Nessuno, da destra a sinistra passando per il centro, condivide la sua decisione di spedire a Viterbo 14mila tonnellate di monnezza.

Ad essere davvero incomprensibile è l’atteggiamento tenuto nei confronti del sindaco Arena, a cui sia Zinga che il suo assessore hanno mentito spudoratamente. Anche perché, convinto dalle parole di Valeriani, il sindaco aveva riferito in Consiglio quanto emerso dal colloquio ed è stato costretto, poche ore dopo, a fare marcia indietro per via della nefasta ordinanza notturna. Non proprio una bella figura agli occhi dei cittadini, contrarissimi all’arrivo dei rifiuti nel viterbese.

Insomma, la guerra della monnezza è appena iniziata. Ora staremo a vedere di chi sarà la prossima mossa. Di certo è che, qualora Zingaretti non dovesse fare retro front, Viterbo sarebbe letteralmente inondata dalla spazzatura. Ed i viterbesi non accettano di vedere la loro città trattata alla stregua di una pattumiera.

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