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Coldiretti, Pacifici: “Anno difficile per il settore ovino, ma abbiamo delle soluzioni!”

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Mauro Pacifici e Alberto Frau, presidente e segretario di Coldiretti

“Si è concluso un anno difficile per il settore ovino, ma, per contro, è stato un punto di svolta stimolante per dare il via ad una serie di azioni volte a stabilizzare in modo definitivo il settore latte ovino – afferma il Presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici – e siamo ancora una volta noi di Coldiretti ad aver trovato il bandolo della matassa e ad aver proposto in modo concreto e fattivo le soluzioni per il settore. L’uso smodato che la politica ha cercato di fare dei pastori, facendo finta di cavalcarne le battaglie, senza neanche sapere di cosa si stesse parlando, ha rischiato anche di essere controproducente e disastroso; per fortuna coldiretti, come sempre, ha riportato i toni sulla giusta carreggiata”.

In sostanza questi punti proposti dalla principale organizzazione agricola nazionale:

– Stimolare la creazione di un CUN (comitato unico nazionale), composto da produttori ovini, trasformatori e grande distribuzione, per definire i prezzi  veritieri nazionali dei prodotti lattiero caseari ovini, dal latte ovino ai formaggi, in modo da avere con certezza i prezzi delle contrattualizzazioni reali (e non per sentito dire).

– Contratti di filiera, sfruttando anche le misure del psr che sono aperte (vedi 16.10 e altre), in modo da contrattualizzare il latte ovino per più anni (almeno 4/5). In questo modo le aziende potranno avere la possibilità di programmare investimenti.

– Utilizzare la BDN, oggi obbligatoria per la consistenza aziendale dei capi ovini, rendendo obbligatorio anche l’inserimento del quantitativo di latte prodotto e la sua destinazione, se destinato alla produzione di una dop. (es. ho prodotto 150.000 litri di latte e lo ho destinato a pecorino romano, oppure fiore sardo o pecorino toscano). In questo modo sapremo quanto latte ovino si produce in Italia e la sua destinazione di utilizzo, mentre, da parte dei caseifici produttori, rendere trasparente la quantità di formaggio prodotto in modo da poter incrociare i dati, e svelare eventuali importazioni illecite.

– Fare accordi con la grande distribuzione, proponendo un riconoscimento in aumento del prezzo dei formaggi ovini, a fronte dell’impegno della nostra organizzazione sulla promozione e pubblicità all’interno dei supermercati stessi, spiegando ai clienti la grande qualità e salubrità legata ai formaggi ovini. In questo modo ne gioverebbe tutta la filiera, compresi gli allevatori.

– Assistenza tecnica aziendale per “imbolare” e tatuare gli animali e fare letture semestrali per avere la consistenza esatta del gregge. In questo modo, attraverso appositi fondi,  potremo avere la capacità di mantenere in linea i dati della BDN in maniera facile e precisa. Insieme a questo, chiedere una tolleranza per eventuali ammanchi di capi (oggi c’è tolleranza zero), che abbiamo intenzione di portare almeno al 4/5%. Questo perché la tipologia di allevamento estensivo/allo stato brado procura perdite accidentali non dipendenti dalla volontà degli allevatori. In questo modo avremo la facoltà di mettere al riparo l’allevatore da eventuali controlli sulla condizionalità da parte degli enti preposti (ASL).

– Assicurazioni agevolate per lo smaltimento delle carcasse ovine dovute a morte naturale e da predazione da lupo. In questo modo utilizzeremo fondi ministeriali, tramite i consorzi di difesa, per abbattere del 50% il premio assicurativo. In più la Regione Lazio su nostra richiesta, ha già stanziato 300 mila euro per agevolare ulteriormente le polizze per lo smaltimento e per acquistare cani anti lupo di alta genealogia per la difesa delle greggi e per l’installazione di recinzioni anti lupo, stanziamenti per i quali serve al più presto il piano operativo.

“Siamo al lavoro me siamo certi che il 2020 sarà l’anno della svolta per il latte ovino.”

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