Nuova rubrica settimanale!

Come affrontare la separazione: razionalità e dialogo per una buona soluzione!

Prende il via oggi la nuova attualissima rubrica curata da Maria Grazia Masella, noto avvocato matrimonialista oltre che saggista e scrittrice

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Come affrontare la separazione: ragione e dialogo per una buona soluzione!
“Dall’altare al tribunale” è il titolo di questa nuova rubrica de lamiaciattanews.it: eloquente, ma anche sdrammatizzante. I lettori possono rivolgere all’avvocato Masella i loro quesiti, i loro dubbi, i loro problemi legati alle più svariate dinamiche e patologie familiari, riempendo il modulo che si trova alla fine dell’articolo. L’avvocato Masella cercherà di dare a tutti una risposta

“Dall’altare al Tribunale” è anche il titolo del mio primo saggio sulle separazioni pubblicato nel 2003 per i tipi di Feltrinelli Editore. “Dall’altare al Tribunale” vuole essere una via, un indirizzo, un viatico per aiutare e consigliare chi intende separarsi: un passo delicato, che può portare a risultati variabili, a volte di soddisfazione e a volte no. Gli esiti di questa decisione sono imprevedibili, certo, ma e bene sapere che si possono usare opportune cautele per limitare il più possibile i danni che ne possono derivare a sé stessi e soprattutto ai figli coinvolti.

Non c’è dubbio che la separazione è – in ogni caso – un lutto psicologico. Per questo abbiamo il dovere di preparare questa svolta nella nostra vita, prevedendola e ponendo tutele e ripari. Innanzi tutto sarà necessario stabilire e delimitare, senza infingimenti, una domanda di fondo: “Mi voglio effettivamente separare? Sono in grado di prendere da solo/a questa decisione, oppure sarà bene che mi faccia accompagnare nel percorso che io chiamo di ‘definizione della domanda’ da un professionista del settore?” E, tuttavia, preliminarmente occorrerà stabilire con chiarezza se non sia invece il caso di valutare eventuali risorse residue della coppia da cui ripartire per un nuovo progetto matrimoniale.

In tutto questo complesso contesto di situazioni psichiche nuove, di domande ancora non ben definite e formulate e di volontà non ben dichiarate ed esplicitate, sarà essenziale tentare di stabilire un contatto dialogico nuovo e privilegiato con l’unico ed essenziale interlocutore, che altri non è che il/la partner. Nel limbo delle decisioni a venire è dal/dalla partner che bisogna avviare un nuovo ed intensivo processo di dialogo. E sapete perché? Perché solitamente nella coppia non si arriva insieme e contemporaneamente a decidere di separarsi e dunque occorrerà tempo, attenzione e volontà di confronto perché la decisione dell’uno di separarsi si possa trasferire alla diade, cioè venga condivisa.

È un processo faticoso, questo, che occorrerà affrontare sforzandosi di far prevalere la razionalità. Se sapremo smarcarci dai conflitti interiori, abbandonando il campo ristretto della visualizzazione delle problematiche per trasferirle in un quadro di risorse e progettualità, avremo ottenuto due risultati contemporanei. Il primo è che, oggettivando il problema, lo valuteremo senza picchi irrazionali e facilmente fuorvianti. Il secondo è che riusciremo davvero ad ottenere la tutela di tutti gli interessi in campo. Un esito che sembra difficile da raggiungere, certo, ma vi assicuro che esistono metodiche che aiutano, che sintetizzano e chiariscono le questioni aperte per arrivare a traguardi soddisfacenti e a scongiurare errori che potrebbero poi lasciare un’ impronta negativa indelebile sulla propria esistenza e su quella dei figli.

L’iter separativo, per noi operatori del settore (avvocati, giudici e psicologi), non è un punto di arrivo: è, invece, un percorso personale e familiare che potrà anche segnare un importante rinnovamento. Sta a noi saperne cogliere il lato positivo. Ma è necessario prepararsi.

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