Come hanno trascorso i viterbesi la prima domenica “libera” dopo il lockdown?

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La tanto attesa domenica di semilibertà è arrivata ieri, 10 maggio, festa della mamma.

Fra rose, bigliettini di auguri e dolci a forma di cuore, molti viterbesi, dopo il pranzo domenicale, sono andati a smaltire qualche pietanza di troppo sui Cimini. Affollatissima ma ordinata la “forestale”, dove famiglie, coppie e single hanno passeggiato fra fiori gialli e alberi ombrosi.

Gente anche alla Faggeta, lungo i sentieri che, sotto i faggi secolari, arrivano oltre i 1000 m. s.l.m.

Con il divieto di recarsi alle seconde case, al mare (sia a Montalto che a Tarquinia) la situazione era abbastanza tranquilla. Nonostante la temperatura mite invitasse a prendere il sole e fare i primi bagni, non essendo consentito, le persone hanno approfittato per passeggiare, facendo attività motoria e respirando la salutare brezza marina.

Qualche piccolo assembramento si è creato, ma, tutto sommato, la situazione è stata abbastanza sotto controllo.

Del resto, la voglia di mare non era poca, dopo i tanti divieti delle scorse settimane. Aperti alcuni bar, delle gelaterie e pochi ristoranti, solo per asporto.

Prosegue la manutenzione negli stabilimenti, nella speranza di salvare una stagione cominciata male.

Anche nelle tanto amate località lacustri della Tuscia non si sono riscontrati particolari problemi.

Chi è rimasto in città, ha approfittato per camminare lungo viale Trieste, verso la Quercia, sulla Capretta e altre strade adatte a fare footing.
Si sono visti in giro anche diversi ciclisti rispettosi delle norme di distanziamento sociale.

Qualcuno – specialmente i più anziani- è rimasto sul balcone o nel giardino condominiale.

La prudenza, del resto, non è mai troppa.

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