Come risolvere il problema dei trasporti? Ampliando il concetto di “congiunti”

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Finalmente il Governo sembra aver risolto il problema del sovraffollamento dei mezzi di trasporto, denunciato da tempo dai pendolari per l’alto tasso di potenziale pericolosità di contagio.

Alla ministra “competente” De Micheli è bastato un semplice artificio normativo per derimere una controversia che si trascina da mesi.

Con un geniale post su Facebook ha infatti annunciato “l’ampliamento del concetto di congiunto” et voilà….il gioco è fatto.

Quelli che prima erano considerati assembramenti ora sono diventati viaggi in compagnia di congiunti ed il problema è risolto.

Mentre dunque in pieno lockdown i congiunti erano considerati parenti ed affetti stabili (?) il concetto mano mano si è evoluto fino a ricomprendere prima gli amici ed ora anche i compagni di classe ed i colleghi di lavoro.

Il tutto, ovviamente, avallato dall’onnipresente Comitato Scientifico che arriva, salvifico, a giustificare anche la più assurda delle castronerie.

La ministra, in sostanza, anzichè aumentare la disponibilità di posti sui mezzi di trasporto pubblico, avanza la sua proposta di ampliamento non degli spazi, bensì del concetto di “congiunto”, facendovi rientrare compagni di classe e colleghi di lavoro.

Così mentre in classe o sul posto di lavoro vige l’obbligo di mascherina, sui bus e sui treni si può stare anche stipati come sardine, l’importante è dimostrare di essere congiunti.

Una trovata geniale che quasi quasi fa rimpiangere il suo collega, l’ex ministro Toninelli….il che è tutto dire!

 

 

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