Comitato “Non ce la Beviamo”: “No adeguamento alla tariffa di Talete”

"Significherebbe togliere autonomia ai Comuni per farli entrare in una gestione fallimentare"

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In merito alla riunione di oggi in provincia: il coord.to dei comitati per l’acqua pubblica “Non ce la Beviamo” è contrario all’adeguamento alla tariffa di Talete perché significherebbe togliere autonomia ai Comuni per farli entrare in una gestione fallimentare e formuliamo delle proposte alternative:

Ricordiamo che c’è un ricorso in atto e come detto anche da alcuni sindaci e come abbiamo spiegato tecnicamente, non è praticabile il piano proposto.
La nostra proposta è di fare una richiesta ufficiale da parte del presidente Ato alla Regione per accedere alla fiscalità generale per avere contributi a fondo perduto in quanto l’Ato 1 provincia di Viterbo è l’unico ad avere un problema straordinario nella Regione Lazio: l’inquinamento che richiede un dispendio enorme di risorse.

Va fatta una forte pressione alla Regione e pretendere una risposta ufficiale. I cittadini della Tuscia non possono accollarsi i costi anche dell’inquinamento. Questa è una proposta che può essere attuata immediatamente. L’altra è legata alla ripublicizzazione del servizio.

La gestione in mano ad un ente di diritto pubblico risolverebbe anche il problema di accesso al credito perché l’ente pubblico costituisce garanzia per accesso al credito, cosa che non può una spa con capitale sociale esiguoe e con gestione fallimetare.
Quindi altra richiesta ufficiale alla regione di .apllicazione della Legge 5/2014 con primo passo la designazione dei bacinisu base idrogeografica

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