Vendetta, tremenda vendetta… Piatto freddo in salsa acida di rancore, servito con gusto e godimento. Per sbeffeggiare e far male. Sfida vigliacca, di chi non rischia un bel niente. Tanto il “bel” tomo ha due anni assicurati e un’altra montagna di quattrini in arrivo da mamma Rai (e si lamenta e frigna contro i repressori!). Facile, no? Elementare, Watson… Con le spalle coperte, il “mainstream” mediatico che si spella le mani e la grancassa delle variopinte sinistre suonata fino allo stordimento per prepararsi a recitare la solita tragicommedia del “martire di regime”. Una sfida da “mezzogiorno di fuoco” a lungo covata, perpetrata con sfacciataggine certa dell’impunità ai danni di chi ha il torto di governare (o tentare di governare) questo paese di Pulcinella.

Caccia al bersaglio grosso, a colui che – piaccia o non piaccia – le cose che ha promesso le fa, almeno quando i tramortiti e nevrotizzati alleati-“contractors” a cinque stelle non si mettono di traverso e minacciano il tutti giù per terra. Impaccio logorante, questo. Che non potrà durare all’infinito. Ma questa è un’ altra storia…

La nostra, lasciati i toni seri che la tristanzuola farsa – boomerang per chi l’ha orchestrata e per chi la interpreta – non merita neppure, è invece allegra e galeotta… Libera liberissima ricostruzione, non confermata e alquanto immaginifica – ma verosimile assai – di un’opera buffa. Come potrebbe non esserlo, visto che i due attori protagonisti sono un saltimbanco coperto d’oro affetto da strabismo cronico e da sindrome paranoico-parossistico-acuta-salviniana e il Capo (si fa per dire) di uno Stato estero che da mesi – stretto stretto all’amoroso asse con la teutonica sirenetta – sgomita, sbuffa e suda nel monomaniaco intento di insultare e provocare quei “miserabili” degli italiani e fa la voce grossa con noi perché qui qualcuno gli dà persino retta, mentre a casa sua hanno imparato a conoscerlo e non comprerebbero da lui manco l’ombra di un’auto usata? E quando il perfido ispiratore dell’agguato, appiattito sodale europeo di “Monsieur le (petit) President”, sarebbe un ex-premier/ex-incantatore in cerca di ribalta e di rivalsa, che strepita e lancia anatemi perché stavolta la giustizia (“unicuique suum”) ha osato bussare dirimpetto alla sua intoccabile porta? E quando, poveri noi, le damigelle d’onore del complotto – amicissime, risulterebbe, avvinte come l’edera dalla comune affiliazione al premiato club mondialista “Les laid en marche, jamais resignè” (“Le racchione in cammino, mai rassegnate”) – sono una spocchiosa ex-insegnante ultrasessantenne che i francesi detestano e che il superstizioso maritino-nipote usa come oracolo/talismano e una sguaiata comica-attrice-imitatrice-scrittrice che se non infila quattro parolacce una dietro l’ altra non suscita nemmeno il riso dello scemo del villaggio?

Fabio Faziò (mi raccomando l’accento sulla o) era inviperito e si sentiva, piccolino lui, finanche attaccato nella sua sesquipedale e indiscussa unidirezionale professionalità. Che altro sollecitare se non il sostegno del suo entusiastico ammiratore, il Machiavellino di Rignano sull’Arno? Concitato consulto con Renzi Matteo, invitto stratega del comprensorio fiorentino, e voilà l’illuminazione! Quale maggiore e più sadico affronto per l’altro Matteo – il cattivone, quello che conta – se non una bella slinguacciata tivu’ con “le grand ami Emmanuel”, nemico numero uno del vice-premier sovranista, il quale – beninteso – non gliele manda a dire e osa pronunciare il biasimevole “me ne frego” nei suoi rispettabili confronti?! Detto e fatto…

Altro che mirabolante scoop! Al non troppo degno inquilino dell’ Eliseo, bisognoso di consenso e solidarietà, non è parso vero raccogliere l’invito e rilanciarlo emozionato. “Subito, facciamola subito st’ intervista!”. Lì, tra ori e specchi del Palazzo delle sue brame pavesato a festa per accogliere l’italiano buono e caritatevole, quello che gli ha promesso di inginocchiarsi di fronte alla sua “grandeur”. Qualche confronto-test dagli strepitosi esiti con la premurosa e ciarliera Litizzetto e con la musa e sposa-nonnina Brigitte. Tutto ok e strada spianata per l’intervista col Cronkite italiota. Aspra, franca, difficile da sostenere. Come no? Chi l’ha vista, può giudicare quanto sia stata “coraggiosa”.

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